Il bollo auto si prepara a cambiare volto. La mini riforma inserita nel decreto legislativo sui tributi regionali e locali interviene infatti sulle modalità e sulle scadenze dei pagamenti, senza modificare per ora l’importo della tassa automobilistica.
La nuova disciplina è destinata a entrare in vigore dal 1° gennaio 2028 e punta soprattutto a rendere più semplice il calendario dei versamenti. Le modifiche riguarderanno in particolare il primo pagamento del bollo e le successive scadenze annuali.
Non cambiano, invece, i criteri principali utilizzati per determinare quanto si deve pagare. L’importo continua infatti a dipendere soprattutto dalla potenza del veicolo e dalla relativa classe ambientale. Nessuna modifica viene prevista, inoltre, per il Superbollo.
Va comunque considerato che il provvedimento dovrà essere verificato nella sua versione definitiva, dopo le modifiche apportate sulla base delle osservazioni parlamentari.
Primo pagamento del bollo auto: cosa cambia dal 2028
Una delle principali novità riguarda il momento in cui deve essere effettuato il primo pagamento del bollo auto.
Con le regole attuali, la scadenza può variare in base al giorno del mese in cui viene immatricolato il veicolo. Il nuovo sistema punta invece a eliminare queste differenze e a introdurre un termine unico.
Dal 2028, per i veicoli interessati dalla nuova disciplina, il primo bollo dovrà essere pagato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello dell’immatricolazione.
L’obiettivo è rendere la scadenza più prevedibile e semplice da calcolare, evitando di dover distinguere tra immatricolazioni effettuate all’inizio o alla fine del mese.
Le nuove scadenze annuali del bollo
La riforma interviene anche sui pagamenti successivi al primo.
Il nuovo criterio prevede che la scadenza sia collegata al mese di immatricolazione del veicolo. Il pagamento ordinario avrà una durata di dodici mesi e dovrà essere effettuato entro la fine del mese in cui ricorre l’anniversario dell’immatricolazione.
Le Regioni potranno prevedere pagamenti ogni quattro mesi
La nuova disciplina lascia comunque alle Regioni un certo margine di autonomia nella gestione della tassa automobilistica.
È prevista infatti la possibilità di organizzare la riscossione anche attraverso tre pagamenti all’anno, con intervalli di quattro mesi.
Anche in questo caso il riferimento sarà il mese di immatricolazione.
Chi possiede già un’auto deve cambiare le proprie scadenze?
Questo è uno degli aspetti più importanti della riforma.
Le nuove regole non sono destinate indistintamente a tutti i veicoli già presenti sulle strade. La disciplina riguarda infatti le auto immatricolate dal 2026 in avanti, mentre per i veicoli già immatricolati continuano a valere le scadenze precedenti.
Bollo auto e fermo amministrativo: la tassa continua a essere dovuta
La riforma interviene anche su un tema particolarmente delicato: il fermo amministrativo.
Il principio indicato nel decreto è chiaro: il bollo auto resta dovuto anche quando il veicolo è sottoposto a fermo amministrativo.
Quanto si pagherà di bollo auto dal 2028
Sul fronte dell’importo, almeno per ora, non è prevista una modifica dei criteri di calcolo del bollo auto.
La riforma riguarda soprattutto il calendario dei pagamenti e non introduce un nuovo metodo generale per stabilire l’importo della tassa. Restano quindi centrali elementi come la potenza del veicolo e la classe ambientale.
Anche il Superbollo non viene modificato dalle disposizioni esaminate.
Il cambiamento più significativo riguarda dunque quando pagare il bollo, non quanto pagarlo.
Quando entreranno in vigore le nuove regole
Il nuovo sistema è previsto a partire dal 1° gennaio 2028. Prima dell’entrata in vigore sarà comunque necessario attendere il testo definitivo del decreto e la sua pubblicazione ufficiale.






