Il bollo auto potrebbe essere tra i temi più discussi della prossima Legge di Bilancio 2027. Nelle ultime settimane è infatti tornata d’attualità la proposta di abolire la tassa automobilistica.
Al momento, però, si tratta soltanto di un’ipotesi. Prima di un eventuale addio al bollo sarà necessario trovare le risorse necessarie per compensare il mancato gettito destinato alle Regioni.
Chi non paga il bollo auto
Già oggi esistono numerosi casi di esenzione dal bollo auto, previsti dalla normativa nazionale o dalle singole Regioni.
Le agevolazioni possono riguardare:
- auto elettriche;
- persone con disabilità;
- veicoli storici e ultratrentennali;
- alcune auto ibride;
- veicoli alimentati a GPL o metano, per i quali sono previsti soprattutto sconti.
Le condizioni cambiano però in base alla Regione di residenza, che può introdurre regole più favorevoli rispetto alla disciplina nazionale.
Auto elettriche: quanto dura l’esenzione
Per le auto completamente elettriche, la normativa nazionale prevede un’esenzione dal bollo per i primi cinque anni dalla prima immatricolazione.
Terminato questo periodo, nella maggior parte dei casi il proprietario paga un importo ridotto, generalmente pari al 25% del bollo previsto per un’analoga vettura a benzina.
Le agevolazioni per le persone con disabilità
L’esenzione è prevista anche per le persone con disabilità che possiedono determinati requisiti stabiliti dalla legge.
Il beneficio riguarda, tra gli altri, chi presenta gravi limitazioni motorie, difficoltà permanenti nella deambulazione, pluriamputazioni, cecità, sordità o specifiche disabilità psichiche.
L’agevolazione può essere riconosciuta per un solo veicolo e resta valida finché continuano a sussistere i requisiti richiesti.
Veicoli storici: quando il bollo non si paga
Le auto con oltre 30 anni sono generalmente esentate dal bollo di possesso, purché non vengano utilizzate per attività professionali o commerciali.
Se il veicolo circola su strada, può comunque essere richiesto il pagamento di una tassa di circolazione forfettaria, il cui importo varia da Regione a Regione.
Diverso il caso delle vetture tra 20 e 29 anni, che non beneficiano automaticamente dell’esenzione totale. Se in possesso del Certificato di rilevanza storica, possono ottenere una riduzione del 50% del bollo, salvo eventuali agevolazioni regionali più favorevoli.
Ibride, GPL e metano: attenzione alle differenze
Possedere un’auto ibrida non significa automaticamente essere esonerati dal pagamento del bollo.
Le eventuali esenzioni vengono decise dalle singole Regioni e possono dipendere dall’alimentazione, dalla potenza, dalle emissioni, dall’anno di immatricolazione o dalla contestuale rottamazione di un veicolo più inquinante.
Per le auto alimentate esclusivamente a GPL o metano, invece, la normativa nazionale prevede generalmente un’imposta ridotta di circa il 75%, mentre eventuali ulteriori agevolazioni sono demandate alle amministrazioni regionali.
Le novità previste dal 2028
Oltre all’ipotesi di abolizione, sono già state approvate alcune modifiche che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2028.
Per le nuove immatricolazioni il primo bollo auto avrà una durata di 12 mesi dalla data di immatricolazione, superando il sistema delle tradizionali scadenze fisse.
Le Regioni potranno inoltre introdurre, per alcune categorie di veicoli, il pagamento quadrimestrale. Resta invece confermato che il bollo continuerà a essere dovuto anche nei casi di fermo amministrativo del veicolo.
Cosa aspettarsi dalla Manovra 2027
L’abolizione del bollo auto resta, almeno per il momento, una proposta politica ancora tutta da definire.
Nel frattempo, gli automobilisti possono continuare a verificare le esenzioni previste dalla propria Regione, che spesso prevedono condizioni più vantaggiose rispetto alla normativa nazionale.






