Le indagini sulla tragica morte di Alessandro Coatti, il biologo italiano di 38 anni ucciso in Colombia, portano a una svolta drammatica. Secondo la ricostruzione ufficiale della Polizia di Santa Marta, non si sarebbe trattato di un regolamento di conti legato al narcotraffico, come ipotizzato inizialmente, bensì di una rapina finita in omicidio. Coatti sarebbe stato poi smembrato e il corpo disseminato in più punti della città per depistare gli investigatori.
A confermare la dinamica è il colonnello Jaime Ríos, comandante della polizia locale, che ha parlato con la stampa colombiana sottolineando come gli assassini abbiano voluto simulare uno scontro tra bande criminali per sviare le indagini. Le autorità hanno accertato che l’italiano è stato attirato in un’abitazione nel quartiere San José del Pando, a sud di Santa Marta, con l’inganno.
Una banda organizzata dietro l’omicidio
Il gruppo criminale, composto da giovani tra i 20 e i 23 anni, aveva messo in piedi un sistema collaudato per adescare turisti attraverso app di incontri. Una volta individuata la vittima, la droga e il furto erano gli step successivi. Nel caso di Coatti, però, qualcosa sarebbe andato storto: l’uomo avrebbe tentato di opporre resistenza o fuggire, scatenando la violenta reazione dei criminali.
Dopo averlo torturato e drogato una seconda volta, il biologo sarebbe morto – forse per overdose, forse per le percosse – e il gruppo avrebbe deciso di smembrare il corpo per inscenare una faida tra bande.
Quattro arresti e un’indagine ancora aperta
Sono quattro i giovani arrestati per l’omicidio: il presunto capo, Brian Augusto Cantillo, 23 anni, già noto alle forze dell’ordine, e i suoi complici Oswal Moisés Ospino Navarro, Isaac Enrique Márquez Charris e Andrea Camila Berdugo Escorcia. Tutti vivevano nello stesso quartiere dove si è consumato il delitto.
Grazie a analisi scientifiche, immagini delle telecamere di sorveglianza, testimonianze anonime e una ricompensa di 50 milioni di pesos offerta dal Comune, è stato possibile risalire ai responsabili. I quattro sono stati trasferiti a Santa Marta e dovranno rispondere di omicidio e furto aggravato.
Collaborazione internazionale e nuovi sviluppi attesi
Anche le autorità italiane hanno contribuito alle indagini inviando sul posto una squadra del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri (ROS). La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta parallela, ordinando una seconda autopsia sul corpo del 38enne, rientrato in Italia nei giorni scorsi.
Gli investigatori colombiani non escludono ulteriori arresti, mentre proseguono gli interrogatori per fare piena luce sul caso.
La vicenda di Alessandro Coatti, partita come un viaggio in Sud America, si è trasformata in un tragico esempio di come la criminalità locale possa sfruttare le vulnerabilità dei turisti per scopi brutali e criminali.







