Un uomo è stato selvaggiamente picchiato e poi lasciato in un carrello della spesa con un cartello appeso al collo che recitava la parola “infame“. Una vera e propria gogna pubblica, avvenuta nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio a Ostia ponente, sotto le palazzine di piazza Gasparri, storica roccaforte della famiglia Spada.
Il ferito è stato ritrovato all’alba davanti a una farmacia, con due fratture alle gambe e numerose altre contusioni. È stato subito trasportato all’ospedale Grassi, dove è tuttora ricoverato. Le sue condizioni sono serie ma non è in pericolo di vita.
Una messinscena per lanciare un avvertimento
Secondo gli inquirenti, il cartello con la scritta “infame” rappresenta un chiaro messaggio intimidatorio destinato non solo alla vittima, ma anche a chiunque stia collaborando con le forze dell’ordine o sia coinvolto in contesti criminali locali.
A indagare sul caso è la Guardia di Finanza, che da tempo monitora la rete dello spaccio di droga a Ostia, dove violenze, attentati e intimidazioni sono ormai all’ordine del giorno. Non si esclude un collegamento con i recenti scontri tra gruppi criminali o con episodi di vendetta legati a delazioni interne.
Un territorio ostaggio della violenza
L’episodio si inserisce in un clima di crescente tensione che da mesi agita Ostia, in particolare i quartieri periferici. Nei giorni scorsi, si sono verificati altri atti intimidatori, come l’auto data alle fiamme davanti a un ristorante e l’esplosione di un ordigno in una palestra riconducibile alla famiglia Di Napoli.







