Chi affronta sentieri impervi senza attrezzatura adeguata o ignorando divieti, d’ora in poi rischia non solo la vita, ma anche il conto salato del soccorso alpino. È quanto prevede una misura contenuta nella bozza della Manovra finanziaria 2025, che punta a responsabilizzare gli escursionisti e contrastare il fenomeno crescente dell’alpinismo improvvisato.
Il testo, anticipato dall’ANSA, introduce la possibilità di addebitare i costi degli interventi di “ricerca, soccorso e salvataggio” effettuati dalla Guardia di Finanza, in caso di comportamenti imprudenti o richieste di aiuto ingiustificate.
Quando si pagheranno i soccorsi
Il pagamento scatterà nei seguenti casi:
- Colpa o dolo accertato (come ignorare divieti, salire in infradito o senza acqua)
- Chiamate immotivate (nessuna emergenza medica riscontrata)
- Soccorso non necessario (rientro autonomo dopo l’intervento dell’elisoccorso)
La decisione su costi e modalità di addebito spetterà al Ministero dell’Economia, cui fa capo la Guardia di Finanza.
Negli ultimi anni, le statistiche parlano chiaro: oltre 100 vittime in montagna solo nell’estate 2025, con decine di interventi causati da impreparazione, leggerezza e mancanza di rispetto per l’ambiente montano.
Regioni già attive: quanto costa il soccorso in quota
Diverse regioni alpine hanno già normative proprie in materia. Ecco qualche esempio:
- Lombardia: elisoccorso fino a 1.500 € all’ora, intervento via terra da 95 €/ora
- Valle d’Aosta: elicottero a 120 € al minuto
- Trentino, Veneto, Piemonte e Abruzzo: misure simili per chi ignora il buon senso
Questi “ticket della responsabilità” si applicano in casi di condotta imprudente o quando il soccorso si conclude senza prestazione sanitaria.







