Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026, il bonus per le madri lavoratrici con almeno due figli e Isee sotto i 40mila euro verrà confermato e rafforzato. L’importo annuale passa da 480 euro a 720 euro, pari a 60 euro al mese, e sarà corrisposto – salvo modifiche – in un’unica soluzione a dicembre.
Questa misura rientra tra gli interventi a favore delle famiglie contenuti nel testo bollinato della manovra, approvata dal Consiglio dei ministri, e rappresenta un sostegno economico pensato per incentivare l’occupazione femminile e tutelare le madri lavoratrici con carichi familiari.
A chi spetta il bonus e quali sono i requisiti
Il bonus mamme lavoratrici 2026 sarà destinato a:
- Donne con almeno due figli a carico
- Isee inferiore a 40.000 euro
- Lavoratrici dipendenti o autonome
- Figlio più piccolo di età inferiore a 10 anni (in caso di due figli)
- Figlio più piccolo minorenne (in caso di tre o più figli)
Sono escluse dalla misura le lavoratrici domestiche (come colf e badanti), che non rientrano nei criteri previsti dalla norma.
Le caratteristiche del bonus: esentasse e senza impatto sull’Isee
Il contributo, pari a 720 euro l’anno, sarà:
- Esente da imposte e contributi
- Non calcolato nel valore dell’Isee
- Gestito dall’INPS, che provvederà al pagamento
- Erogato per ogni mese di lavoro svolto nel corso dell’anno, fino a un massimo di 12 mesi
In caso di più rapporti di lavoro o di posizioni contributive in gestioni diverse, l’importo sarà riconosciuto una sola volta e su una sola gestione previdenziale.
Una spesa stimata di 630 milioni di euro
Secondo le stime tecniche riportate nel testo della manovra, il potenziamento del bonus richiederà un impegno economico di circa 630 milioni di euro per il 2026. Le risorse arriveranno da quanto già previsto dalla legge n. 207 del 30 dicembre 2024, che aveva posto le basi per il sostegno strutturale alle famiglie con figli.
Dubbi sulle modalità di erogazione
Al momento, il bonus da 480 euro viene pagato in un’unica soluzione a dicembre. Per il 2026 non è ancora chiaro se l’aumento sarà distribuito mensilmente o mantenuto in un’unica rata. In ogni caso, il beneficio sarà garantito a chi ha lavorato almeno un mese, anche in modalità part-time o in presenza di interruzioni temporanee dell’attività.







