A partire dal 2026, chi viaggia sulle autostrade italiane potrà ottenere un rimborso automatico del pedaggio nel caso in cui si ritrovi bloccato nel traffico a causa di cantieri che riducono la circolazione. Una misura annunciata dall’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e pensata per tutelare i cittadini che subiscono ritardi non causati da loro.
L’obiettivo è rendere più equo il sistema di pedaggio, che finora non ha previsto alcuna forma di compensazione in caso di disagi prolungati dovuti a lavori sulla carreggiata, anche quando questi sono programmati e durano settimane o mesi.
Come sarà calcolato il rimborso
Il rimborso del pedaggio autostradale sarà definito tenendo conto di una serie di fattori:
- Lunghezza e durata del cantiere
- Numero di corsie chiuse o ridotte
- Riduzione della velocità media e impatto sui tempi di percorrenza
- Lunghezza del tratto autostradale interessato
Il calcolo verrà effettuato dai concessionari autostradali, che dovranno attenersi a una tabella standard predisposta dall’Autorità. Il rimborso potrà essere parziale o totale, a seconda dell’entità del ritardo subito.
Non sarà previsto alcun indennizzo, invece, per i lavori avviati a seguito di eventi eccezionali come calamità naturali, alluvioni o terremoti.
Quando scatta il rimborso: tempistiche e soglie
Le nuove regole stabiliscono criteri precisi in base alla lunghezza del tratto autostradale percorso e alla durata del ritardo:
- Fino a 30 chilometri: il rimborso sarà riconosciuto senza soglia minima di ritardo
- Tra 30 e 50 chilometri: il rimborso scatterà dopo 10 minuti di ritardo
- Oltre i 50 chilometri: sarà necessario un ritardo di almeno 15 minuti per avere diritto al rimborso
In caso di code particolarmente lunghe, l’entità del rimborso sarà calcolata in percentuale:
- 100% del pedaggio se il traffico è bloccato per oltre 4 ore
- 75% in caso di ritardi tra 180 e 239 minuti
- 50% per ritardi compresi tra 120 e 179 minuti
Il sistema mira a rendere i rimborsi più equi, proporzionati all’effettivo disagio subito dagli automobilisti.
Rimborsi anche per gli abbonati
Buone notizie anche per i pendolari: chi ha un abbonamento autostradale potrà disdirlo senza penali se i cantieri obbligano a percorsi alternativi non previsti. Una misura pensata per tutelare chi viaggia regolarmente sulle stesse tratte e si trova costretto a cambiare itinerario per lunghi periodi.
Per chi ha diritto al rimborso, l’importo sarà accreditato automaticamente sul conto associato al sistema di pagamento digitale (come telepedaggio o app ufficiale), rendendo il processo veloce e senza bisogno di fare richiesta.
Quando entrerà in vigore il nuovo sistema
Le nuove regole sul rimborso potrebbero diventare operative da aprile 2026, inizialmente solo per viaggi all’interno della stessa concessione autostradale. Per le tratte che coinvolgono più gestori, l’attivazione potrebbe slittare ad agosto 2026.
Si tratta di una vera svolta per gli utenti della rete autostradale italiana, che da anni lamentano l’assenza di tutele in caso di code interminabili causate da cantieri. Con il nuovo sistema, finalmente, si passa da una logica punitiva a una più giusta e trasparente, in cui chi subisce un disagio può almeno contare su un rimborso parziale del costo sostenuto.






