Un medico di medicina generale è stato arrestato a Trento con l’accusa di aver eseguito circa 40 interventi di circoncisione su minori, senza alcuna autorizzazione sanitaria. Le operazioni avvenivano all’interno di un ambulatorio abusivo, privo dei requisiti igienico-sanitari minimi, dove l’uomo agiva con l’aiuto dei suoi due figli, non abilitati alla professione infermieristica.
Il caso è emerso dopo che alcuni bambini, operati tra il 2022 e il 2023, sono stati portati al pronto soccorso a seguito di complicazioni post-intervento. In un caso, un piccolo paziente ha riportato una intossicazione da benzodiazepine, somministrate dal medico in dosi eccessive per sedarlo.
Operazioni invasive e farmaci senza controllo: cosa hanno scoperto i Carabinieri
Le indagini, hanno portato alla custodia cautelare ai domiciliari del medico e al sequestro preventivo dell’ambulatorio. Durante la perquisizione, i Carabinieri hanno ritrovato:
- un lettino con cinghie contenitive,
- un bisturi elettrico,
- benzodiazepine,
- anestetici locali,
- un biglietto da visita con la scritta “circoncisione”,
- e un bollettario per le ricevute sanitarie.
L’attività, secondo le autorità, si svolgeva in modo continuativo, con pazienti minorenni provenienti anche da fuori regione.
Figli coinvolti senza titolo: uno denunciato, l’altro minorenne
Il medico si faceva regolarmente aiutare dai suoi due figli, entrambi senza alcuna qualifica sanitaria. Uno dei due, maggiorenne, è stato denunciato per esercizio abusivo della professione. L’altro, ancora minorenne, risulta coinvolto ma non è al momento imputabile.
Un caso che riapre il dibattito sulla circoncisione non regolamentata
Il caso di Trento riporta all’attenzione il tema della circoncisione rituale praticata in strutture non autorizzate, spesso per motivi culturali o religiosi, al di fuori del circuito sanitario pubblico o privato accreditato. Una pratica delicata, che se effettuata senza adeguati standard di sicurezza, può mettere seriamente a rischio la salute dei minori.
Le indagini sono ancora in corso per verificare se ci siano ulteriori casi non ancora emersi o altri soggetti coinvolti nella rete di operazioni illecite.







