Attimi di paura in una scuola primaria della provincia di Treviso, dove un alunno di seconda elementare ha sottratto un coltello dalla mensa e ha aggredito due coetanei. Il fatto è avvenuto durante la pausa pranzo, quando il bambino, di appena 7 anni, ha preso un coltello a punta arrotondata – uno di quelli in dotazione al refettorio – e lo ha nascosto nel calzino, con l’intenzione di portarlo con sé.
Un altro alunno, testimone del gesto, ha immediatamente avvisato le insegnanti. La reazione del bambino, già noto al personale scolastico per alcune fragilità comportamentali, è stata immediata e violenta: calci, pugni e spintoni hanno coinvolto due compagni di classe.
L’intervento della scuola e l’arrivo dei carabinieri
Il personale scolastico è intervenuto tempestivamente, riuscendo a separare i bambini e ad accompagnare il minore coinvolto in un ambiente sicuro e tranquillo. Tuttavia, la forte agitazione del bambino ha richiesto ulteriori misure di sicurezza, e, vista la difficoltà nel contattare i genitori, è stato chiesto l’intervento dei carabinieri.
Le forze dell’ordine hanno garantito supporto fino all’arrivo della famiglia. Nel frattempo, il dirigente scolastico ha confermato che il coltello non è mai uscito dalla mensa, ma è stato lasciato sul tavolo, minimizzando il rischio oggettivo legato all’arma. Tuttavia, ha sottolineato come la vera criticità fosse da individuare nel gesto e nell’evidente stato di disagio del bambino.
Un piano educativo per affrontare il disagio
Secondo quanto riportato, il piccolo è già seguito da specialisti per un percorso di sostegno legato ad alcune problematiche emotive e comportamentali. L’episodio è stato definito come una crisi improvvisa, gestita con grande prontezza dallo staff scolastico.
Nel corso del pomeriggio, i genitori sono stati convocati dalla scuola per avviare un confronto e individuare un percorso educativo personalizzato, in grado di prevenire episodi simili in futuro e garantire un ambiente sicuro per tutti gli alunni.







