Dal 1° giugno 2026 entra in vigore una novità destinata a cambiare le abitudini di milioni di automobilisti: in caso di ritardi dovuti a cantieri o traffico, sarà possibile ottenere un rimborso del pedaggio autostradale. La misura è stata approvata ufficialmente dall’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e sarà inserita in tutte le nuove e attuali concessioni autostradali.
Quando spetta il rimborso
Il rimborso del pedaggio verrà riconosciuto in due casi principali:
- Ritardi causati da cantieri programmati
- Ritardi causati da traffico, eventi meteo o blocchi stradali non imprevedibili
Nel primo caso (cantieri), le soglie di rimborso saranno:
- Tratte fino a 30 km: rimborso anche senza ritardo minimo
- Tra 30 e 50 km: rimborso con almeno 10 minuti di ritardo
- Oltre 50 km: rimborso con almeno 15 minuti di ritardo
Nel secondo caso (traffico o altri eventi), il rimborso avrà un valore variabile:
- 50% del pedaggio per ritardi tra 60 e 119 minuti
- 75% del pedaggio per ritardi tra 120 e 179 minuti
- 100% del pedaggio per ritardi oltre i 180 minuti
Casi esclusi dal rimborso
Non tutti i ritardi daranno diritto al rimborso. Tra le esclusioni previste:
- Importi inferiori a 10 centesimi
- Cantieri mobili o emergenziali (in seguito a incidenti o eventi imprevisti)
- Tratte già soggette a riduzione tariffaria
- Contributi inferiori a 1 euro (accreditati solo al superamento di questa soglia)
Come richiedere il rimborso
Sarà disponibile una applicazione unica nazionale per gestire le richieste, valida per tutti i concessionari autostradali. Chi non desidera usare l’app potrà comunque fare domanda tramite:
- Siti web dei concessionari
- Numeri telefonici dedicati
- Canali ufficiali messi a disposizione
Niente aumenti sui pedaggi, tranne eccezioni
Secondo la delibera, i concessionari non potranno aumentare i pedaggi per coprire i rimborsi, tranne che nei primi due anni (2026-2027) e solo in parte. Dal 2030 in poi, sarà vietato compensare i rimborsi con aumenti tariffari. L’ART monitorerà l’intero processo e pubblicherà una relazione di verifica a metà 2027.
Una misura per rendere i pedaggi più equi
Con questa riforma, il principio è chiaro: pagare solo per il servizio realmente ricevuto. In caso di disservizi prolungati, come lavori in corso o traffico paralizzante, l’utente potrà ottenere indennizzi concreti e non più solo subire disagi.







