Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore una misura che interessa milioni di lavoratori italiani: la soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici è stata innalzata da 8 a 10 euro al giorno. Una novità contenuta nella Legge di Bilancio 2026, approvata a fine dicembre, che punta a sostenere il potere d’acquisto dei dipendenti e incentivare l’adozione di strumenti digitali di welfare aziendale.
Come funziona l’esenzione fiscale
I buoni pasto elettronici non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente fino alla soglia stabilita per legge. Fino al 2025, il limite esentasse era fissato a 8 euro per il formato elettronico e a 4 euro per quello cartaceo. Dal 2026, la soglia per i ticket digitali sale a 10 euro, mentre resta invariata per i buoni in formato cartaceo.
Un sostegno concreto per lavoratori e famiglie
Il buono pasto rappresenta un benefit aziendale sempre più rilevante, specialmente per le famiglie con redditi tra 25.000 e 50.000 euro annui. Su base annua, per chi riceve buoni per circa 220 giorni lavorativi, il nuovo tetto fiscale si traduce in un incremento del valore netto fino a 440 euro, passando da 1.760 a 2.200 euro.
Cartaceo escluso dal beneficio
La misura riguarda esclusivamente i buoni elettronici, giudicati più trasparenti e tracciabili. I ticket cartacei, meno controllabili dal punto di vista fiscale, non beneficiano dell’aumento della soglia, creando una differenza di trattamento che potrebbe penalizzare lavoratori impiegati in aziende più piccole o meno digitalizzate.
Attenzione: aumento non obbligatorio
È importante precisare che l’aumento della soglia di esenzione non implica automaticamente che i datori di lavoro eroghino buoni pasto da 10 euro. Le imprese possono continuare a riconoscere importi inferiori, annullando di fatto i vantaggi fiscali per il dipendente.







