Un terremoto di magnitudo 5.6 ha colpito le Isole Ryukyu, in Giappone, nelle prime ore di venerdì 13 febbraio 2026 (le 22:48 di giovedì 12 febbraio in Italia). Il sisma è stato registrato in un’area ad alta attività sismica, lungo l’arcipelago situato nel sud del Paese.
Secondo i dati preliminari, l’epicentro è stato localizzato a circa 117 chilometri a sud-est di Naha, con una profondità di appena 9 chilometri. Si tratta quindi di un terremoto superficiale, caratteristica che rende la scossa più avvertibile nelle zone prossime all’epicentro, in particolare nelle aree costiere.
Epicentro e profondità: perché la scossa è stata avvertita
La profondità ridotta ha contribuito a far percepire il movimento tellurico in modo più netto rispetto a eventi più profondi. Le Isole Ryukyu si trovano infatti lungo una delle aree più attive dal punto di vista sismico a livello globale, dove si registra una complessa interazione tra placche tettoniche.
Nonostante l’intensità della scossa, al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o cose. Le autorità locali stanno comunque monitorando costantemente la situazione.
Area ad alta attività sismica
La regione delle Ryukyu è frequentemente interessata da movimenti tellurici di varia intensità, proprio per la sua posizione geologica strategica. L’arcipelago giapponese si trova infatti lungo la cosiddetta “cintura di fuoco del Pacifico”, una delle zone più instabili del pianeta.
Le autorità hanno invitato la popolazione ad attenersi alle consuete misure di sicurezza in caso di eventuali repliche. Il monitoraggio resta attivo per valutare l’evoluzione della situazione nelle prossime ore.






