Uno sciame sismico di moderata intensità ha interessato nelle ultime ore il territorio montano del Friuli-Venezia Giulia, con una sequenza iniziata nella serata del 14 aprile e proseguita fino all’alba del 15 aprile. L’area coinvolta si trova tra Preone e Tolmezzo, in provincia di Udine.
Secondo i dati ufficiali dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sono state registrate oltre 25 scosse in meno di nove ore, con una magnitudo compresa tra 0.4 e 2.9. L’evento più intenso si è verificato alle ore 01:11 durante la notte. Gli ipocentri sono stati localizzati a una profondità tra i 10 e i 13 chilometri, indicando una concentrazione dell’attività in un’area crostale limitata.
Scosse avvertite dalla popolazione
Il terremoto di magnitudo 2.9 è stato chiaramente percepito dalla popolazione, come confermato da numerose segnalazioni arrivate da diversi comuni del territorio.
Le scosse sono state avvertite in modo distinto a Majano, Spilimbergo, Moruzzo e Venzone, mentre un risentimento più lieve è stato segnalato anche in altre località circostanti. Nonostante la magnitudo contenuta, la profondità relativamente superficiale ha favorito la propagazione delle onde sismiche, generando preoccupazione tra i residenti.
Al momento, secondo le prime verifiche, non si registrano danni a persone o edifici.
Perché si verificano questi terremoti
Il Friuli-Venezia Giulia rappresenta una delle aree più complesse dal punto di vista geologico in Italia. Qui si incontrano la microplacca Adriatica e la placca Eurasiatica, dando origine a un sistema di faglie attive.
I terremoti sono causati dal movimento verso nord della placca Adria, che esercita una pressione costante contro il blocco alpino. Questo processo genera accumuli di energia nelle rocce che, una volta rilasciata, provoca le scosse sismiche.
Lo sciame registrato nelle ultime ore rientra quindi in una normale attività geodinamica, tipica di questa area.







