La terra continua a muoversi nelle profondità dell’Oceano Atlantico. Nelle prime ore del 18 giugno, alle 05:43 italiane, i sistemi di monitoraggio sismico hanno rilevato un terremoto di magnitudo 5.5 con ipocentro localizzato a circa 9 chilometri di profondità.
L’evento si inserisce in una fase di intensa attività geologica che aveva già visto, nella serata precedente, una più forte scossa di magnitudo 6.4 registrata alle 20:57 italiane con un ipocentro a circa 15 chilometri sotto il fondale oceanico.
Due forti terremoti in meno di 24 ore
La sequenza sismica delle ultime ore evidenzia una significativa liberazione di energia lungo una delle aree geologicamente più attive del pianeta.
Il primo evento, di magnitudo 6.4, è stato seguito poche ore dopo da una nuova scossa di magnitudo 5.5, segnale di una dinamica tettonica particolarmente intensa che caratterizza costantemente questa vasta regione oceanica.
Nonostante la forza dei terremoti, la loro localizzazione in mare aperto e a grande distanza dalle aree abitate esclude conseguenze dirette per la popolazione.
Perché questa zona è così sismica
L’origine dei terremoti è strettamente legata ai movimenti delle placche tettoniche.
In questa parte dell’Atlantico avviene infatti un lento ma continuo allontanamento tra la placca africana e la placca sudamericana, che si separano di alcuni centimetri ogni anno.
Questo fenomeno provoca la formazione di nuove porzioni di crosta oceanica attraverso la risalita del magma proveniente dagli strati profondi della Terra. Durante il processo si accumulano enormi tensioni nella crosta terrestre che vengono periodicamente rilasciate attraverso terremoti di varia intensità.
Un’attività geologica che continua da milioni di anni
I terremoti registrati nelle ultime ore rappresentano l’ennesima manifestazione di un processo geologico attivo da milioni di anni.
La continua separazione delle placche tettoniche modifica lentamente il fondale oceanico e contribuisce all’espansione dell’Atlantico. Un fenomeno impercettibile nella vita quotidiana, ma capace di generare periodicamente eventi sismici anche di forte intensità come quelli osservati nelle ultime 24 ore.







