Importanti novità per i lavoratori sul fronte della malattia. L’Inps ha chiarito le regole sulla retroattività del certificato medico, ampliando le tutele per chi non riesce a ottenere una visita nello stesso giorno in cui insorgono i sintomi.
La nuova disciplina prevede che, in determinate circostanze, la copertura previdenziale possa partire anche dal giorno precedente alla data di emissione del certificato, evitando che il lavoratore venga penalizzato a causa dei tempi di attesa del sistema sanitario.
Quando il certificato copre anche il giorno prima
La principale novità riguarda la possibilità di retrodatare il certificato di malattia di un solo giorno, anche quando la visita viene effettuata in ambulatorio e non presso il domicilio del paziente.
Affinché ciò sia possibile devono essere rispettate precise condizioni:
- la retroattività può riguardare esclusivamente il giorno immediatamente precedente alla visita;
- il medico deve indicare espressamente quella data nel certificato;
- il ritardo nella visita deve dipendere dall’organizzazione dell’assistenza sanitaria e non dalla volontà del lavoratore.
L’obiettivo della misura è garantire una maggiore tutela nei confronti di chi, pur essendosi ammalato, non riesce a ottenere un appuntamento medico nell’immediato.
I casi in cui la retroattività non è ammessa
La nuova interpretazione dell’Inps non si applica in tutte le situazioni.
La copertura retroattiva non può essere riconosciuta quando il giorno precedente alla visita coincide con un:
- sabato;
- domenica;
- giorno festivo.
In questi casi il lavoratore è tenuto a rivolgersi alla continuità assistenziale (ex guardia medica), che rappresenta il servizio sanitario previsto proprio per garantire assistenza durante i giorni in cui il medico di famiglia non è disponibile.
Perché l’Inps ha modificato le regole
La decisione nasce dalla necessità di adeguare le norme alle difficoltà organizzative del sistema sanitario.
Negli ultimi anni, infatti, ottenere una visita medica nella stessa giornata è diventato sempre più complesso. Con la nuova circolare, l’Inps riconosce che i ritardi non sempre dipendono dal lavoratore, evitando così che venga perso il diritto all’indennità di malattia per cause indipendenti dalla propria volontà.
Si tratta di una modifica che punta a rendere il sistema più equo e vicino alle esigenze di lavoratori e medici.
Cosa devono fare i lavoratori
Chi si ammala deve comunque contattare il proprio medico il prima possibile e verificare che, qualora ricorrano i presupposti previsti dalla normativa, venga indicata correttamente la data di inizio della malattia nel certificato telematico.
Resta fondamentale rispettare tutti gli obblighi previsti durante il periodo di assenza, comprese le eventuali fasce di reperibilità per le visite fiscali, salvo i casi di esonero stabiliti dalla legge.






