Dopo settimane di tensioni e timori per la crisi del comparto, è stato raggiunto un accordo sul prezzo del latte tra le principali associazioni della filiera lattiero-casearia. A partire da gennaio 2026, il latte verrà pagato 54 centesimi al litro, con una progressiva riduzione a 53 centesimi a febbraio e 52 a marzo. L’intesa è il risultato del tavolo di confronto proseguito negli ultimi giorni, anche grazie alla mediazione del Ministero dell’Agricoltura.
Aiuti al settore e nuove misure per la filiera
Oltre alla ridefinizione del prezzo, l’accordo prevede un pacchetto di interventi a sostegno del settore, tra cui:
- Aiuti per l’internazionalizzazione dei prodotti lattiero-caseari
- Campagne di promozione e comunicazione per sostenere il consumo interno
- Controlli sulla produzione, per evitare sforamenti rispetto alla media produttiva delle aziende
- Iniziative sociali come il bando indigenti, per distribuire latte e derivati alle fasce fragili della popolazione
Il crollo dei prezzi spot e la crisi del latte
Il confronto si è reso necessario a seguito del crollo del prezzo spot del latte, sceso dai 68,3 centesimi di luglio ai 47,9 di novembre. Alla base del calo c’è stata un’eccessiva produzione in Paesi come Germania, Francia e Olanda, che ha causato una saturazione del mercato europeo. In Italia, la crisi aveva generato timori per la mancata conferma di molti contratti di fornitura a partire da gennaio, mettendo a rischio la stabilità degli allevamenti.
L’accordo rappresenta un sollievo per il settore lattiero-caseario
L’intesa è stata accolta positivamente dal mondo agricolo, che la considera un passaggio cruciale per garantire continuità produttiva e una remunerazione equa per gli allevatori. L’obiettivo condiviso è evitare sprechi, valorizzare ogni litro di latte prodotto e difendere un comparto strategico per il made in Italy agroalimentare.






