Un obbligo in meno per contribuenti e famiglie: non sarà più necessario conservare la ricevuta cartacea del Pos per dimostrare un pagamento elettronico. La novità è contenuta nel decreto Pnrr approvato dal Consiglio dei ministri il 29 gennaio, che introduce un passo concreto verso la progressiva eliminazione degli scontrini cartacei.
Per dichiarare una spesa e inserirla nel modello 730 o nella dichiarazione dei redditi, basterà un documento digitale tracciabile, come una ricevuta elettronica o un estratto conto bancario che riporti i dettagli dell’operazione.
Pagamenti con Pos, stop all’obbligo di conservare lo scontrino cartaceo
Fino a oggi era necessario conservare le ricevute stampate dei pagamenti con carta anche per diversi anni, in caso di controlli del Fisco. Con le nuove regole, invece, per i pagamenti elettronici tramite Pos sarà sufficiente archiviare le ricevute digitali inviate dalla banca o dall’intermediario finanziario.
Una semplificazione importante soprattutto in vista della dichiarazione dei redditi: al posto di raccogliere e custodire scontrini cartacei, sarà possibile conservare file digitali, purché completi delle informazioni necessarie a garantire la piena tracciabilità della spesa.
Attenzione però:
- La ricevuta digitale deve esistere ed essere conservata nel tempo.
- Deve contenere i dati della singola operazione, così da poter essere verificata in caso di controlli.
- Sono validi anche gli estratti conto bancari digitali, se riportano tutti i dettagli richiesti.
Pagamenti alla Pubblica amministrazione: niente più ricevuta cartacea
Novità anche per i versamenti verso enti pubblici. Per i pagamenti effettuati con strumenti elettronici, come PagoPA, non sarà più obbligatorio conservare una ricevuta cartacea.
Sarà direttamente la Pubblica amministrazione a dover verificare l’avvenuto pagamento attraverso i propri sistemi interni. Al cittadino non potrà essere richiesto di esibire una stampa cartacea come prova.
Collegamento tra cassa e Pos dal 2026
La misura si inserisce in un percorso più ampio di digitalizzazione dei pagamenti. Dal 2026 entrerà in vigore il collegamento tra registratore di cassa e Pos, con l’obiettivo di rafforzare i controlli e semplificare la trasmissione dei dati fiscali.
L’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione una piattaforma dedicata: una volta operativa, gli esercenti avranno 45 giorni di tempo per adeguarsi. Le nuove disposizioni dovrebbero diventare pienamente applicative entro la metà di aprile.
Verso l’addio definitivo agli scontrini cartacei
L’eliminazione progressiva degli scontrini cartacei è già stata indicata come obiettivo politico. Una risoluzione della commissione Finanze della Camera ha impegnato il governo a introdurre gradualmente l’obbligo di scontrino digitale:
- dal 1° gennaio 2027 per la grande distribuzione,
- dal 2028 per le imprese con volume d’affari sopra una certa soglia,
- dal 2029 per tutti gli altri esercenti.
Si tratta di un atto non vincolante, ma che delinea la direzione: nei prossimi anni sempre più attività dovranno dotarsi di strumenti per l’emissione di scontrini elettronici. Resterà comunque la possibilità per il cliente di richiedere una copia cartacea.
Il Fisco accelera così sulla digitalizzazione dei pagamenti e delle prove di spesa, con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti per i cittadini e rendere più efficienti i controlli.







