Un terremoto di magnitudo ML 3.3 è stato rilevato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) nella zona della costa cilentana, in provincia di Salerno. La scossa è stata registrata alle ore 13:35 del 16 marzo 2026, con ipocentro localizzato a circa 300 chilometri di profondità nel Mar Tirreno meridionale.
Si tratta di un sisma profondo, tipologia di evento che generalmente riduce la percezione in superficie, motivo per cui non risultano al momento segnalazioni diffuse da parte della popolazione.
Perché si verificano terremoti profondi nel Tirreno meridionale
I terremoti profondi al largo della costa cilentana sono legati al fenomeno della subduzione della placca tettonica africana sotto quella eurasiatica. In quest’area geologicamente complessa, un frammento di litosfera oceanica, scivola progressivamente nel mantello terrestre.
Durante la discesa, che può raggiungere profondità comprese tra i 200 e i 500 chilometri, le rocce sono sottoposte a pressioni elevatissime e intensi attriti. Questo processo provoca l’accumulo di energia elastica, che viene poi rilasciata improvvisamente sotto forma di onde sismiche, dando origine a ipocentri molto profondi nel cuore del Tirreno meridionale.
Monitoraggio continuo dell’attività sismica
Il monitoraggio dei terremoti in Italia viene effettuato attraverso reti sismiche e sistemi di rilevamento costantemente aggiornati, che consentono la diffusione in tempo reale di dati, mappe e informazioni sugli eventi sismici. Restare informati sull’attività sismica nel Tirreno e nelle regioni meridionali è fondamentale per comprendere le dinamiche geologiche del territorio e seguire eventuali evoluzioni della situazione.







