Buone notizie per circa 4 milioni di lavoratori italiani: da aprile 2026 le buste paga saranno più pesanti grazie alla tassazione agevolata al 5% sugli aumenti contrattuali prevista dalla Legge di Bilancio e chiarita dalla circolare 2/E dell’Agenzia delle Entrate.
Il meccanismo riguarda gli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti nel triennio 2024-2026. L’effetto principale sarà un aumento del netto in busta paga, grazie all’applicazione della cosiddetta “mini flat tax”.
Come funziona la tassa piatta al 5%
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi retributivi legati ai rinnovi contrattuali degli anni 2024, 2025 e 2026. La misura si applica ai lavoratori dipendenti del settore privato con un reddito fino a 33 mila euro annui.
Restano esclusi i dipendenti del pubblico impiego.
Oltre alla flat tax al 5%, è prevista anche un’imposta sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo o per i turni.
Chi beneficia degli aumenti
Secondo le stime aggiornate, i lavoratori potenzialmente interessati sono circa 3,8 milioni, cifra che si avvicina ai 4 milioni considerando gli ultimi rinnovi e l’innalzamento della soglia di reddito da 28 a 33 mila euro.
Nel 2024 sono stati siglati 17 rinnovi di contratti collettivi nazionali, mentre nel 2025 i rinnovi sono saliti a 19, coinvolgendo circa 2,2 milioni di lavoratori.
Tra i comparti interessati figurano:
- Alimentare
- Tessile
- Commercio
- Distribuzione moderna organizzata
- Pubblici esercizi e turismo
- Chimica
- Energia elettrica, gas e acqua
- Edilizia
- Logistica
Come compariranno gli aumenti in busta paga
Nelle buste paga di aprile 2026 dovrebbe comparire un rigo specifico dedicato ai conguagli e agli incrementi soggetti a tassazione agevolata.
Molte aziende, in attesa dei chiarimenti ufficiali, hanno adottato un approccio prudente nel calcolo degli stipendi. Ora, alla luce della circolare dell’Agenzia delle Entrate, dovranno procedere ai ricalcoli e ai conguagli, compensando eventuali somme non correttamente applicate nei mesi precedenti.
Chi ha già percepito più tranche di aumento nel 2024 o nel 2025 potrà beneficiare di un vantaggio maggiore. Al contrario, chi rinnoverà il contratto nel 2026 o riceverà la parte più consistente dell’aumento quest’anno potrebbe avere effetti più limitati nel breve periodo.
Quando si vedranno i soldi in più
Gli effetti concreti si vedranno a partire dalle buste paga di aprile, anche se alcune aziende potrebbero riuscire ad adeguarsi già con lo stipendio di marzo (erogato tra fine marzo e inizio aprile).
I tempi tecnici per l’aggiornamento dei software paghe e per l’elaborazione dei nuovi conteggi potrebbero però richiedere alcune settimane, soprattutto nelle grandi imprese.
In ogni caso, la novità fiscale si tradurrà in differenze in larga parte positive per i lavoratori, con un aumento del netto grazie alla riduzione della pressione fiscale sugli incrementi contrattuali.







