Una serata tra amici si è trasformata in un grave incidente domestico a Fabbrico, nella Bassa Reggiana, dove sei giovani sono rimasti intossicati da monossido di carbonio dopo aver utilizzato della carbonella all’interno di un’abitazione privata.
Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo – composto da ragazzi di origine indiana, di età compresa tra i 23 e i 26 anni – avrebbe utilizzato la brace del barbecue per riscaldare una stanza, senza rendersi conto del pericolo. Le esalazioni tossiche sprigionate dalla combustione in ambiente chiuso hanno provocato una intossicazione da monossido, rendendo necessario il ricovero in ospedale.
L’allarme dato dal padre di uno dei giovani
L’episodio è avvenuto intorno alla mezzanotte di sabato 30 novembre. A lanciare l’allarme è stato un uomo di 58 anni, padre di uno dei ragazzi coinvolti. Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i soccorritori del 118, i vigili del fuoco di Luzzara e i carabinieri di Campagnola.
I sei ragazzi sono stati portati d’urgenza al pronto soccorso di Guastalla; successivamente, cinque di loro sono stati trasferiti presso l’ospedale di Fidenza, dove sono stati sottoposti a trattamento in camera iperbarica. Fortunatamente, nessuno dei giovani è in pericolo di vita.
I rischi della carbonella in ambienti chiusi
L’accaduto riporta l’attenzione sui gravi rischi legati all’uso improprio di fonti di calore come carbonella, bracieri o stufe a combustione in spazi non ventilati. Il monossido di carbonio, gas inodore e letale, può provocare intossicazioni anche fatali in pochi minuti.
Le autorità raccomandano sempre la massima prudenza nell’utilizzo di fonti di calore domestiche, e sottolineano l’importanza della ventilazione e dell’uso di dispositivi a norma per evitare tragedie evitabili.






