Un volo British Airways diretto a Bologna si è trasformato in un incubo per decine di passeggeri, bloccati per oltre cinque ore sull’aereo prima che il volo venisse definitivamente cancellato. Il drammatico episodio è avvenuto domenica 6 luglio 2025, all’aeroporto di Londra, con conseguenze su altre tratte a causa del maltempo nel nord Italia.
A bordo si trovavano bambini, famiglie e un ragazzo disabile, rimasti in attesa senza ricevere spiegazioni chiare né un’assistenza adeguata. Il volo, previsto per il pomeriggio con destinazione l’aeroporto Marconi di Bologna, è stato prima ritardato ripetutamente e poi annullato, generando forti disagi e indignazione tra i viaggiatori.
Attese infinite tra gate e cabina
Secondo le testimonianze raccolte, l’indicazione del gate d’imbarco è comparsa con 35 minuti di ritardo, alle 15:45, senza alcuna comunicazione da parte della compagnia. L’imbarco è avvenuto soltanto alle 16:45 e, una volta a bordo, ai passeggeri è stato comunicato un primo ritardo di un’ora, poi esteso di altri 90 minuti. Infine, l’orario di partenza è stato fissato alle 20:30.
Ma alle 20:20 è arrivata la comunicazione definitiva: volo cancellato. “Siamo stati tenuti in ostaggio su un aereo per cinque ore”, ha raccontato un passeggero, sottolineando come la motivazione fornita sia stata la chiusura notturna dell’aeroporto di Bologna, che avrebbe impedito all’aereo di rientrare una volta atterrato.
Assistenza scarsa e passeggeri allo stremo
Durante l’attesa, l’assistenza a bordo è stata giudicata inadeguata. Ai passeggeri è stata distribuita solo una bottiglietta d’acqua e un biscotto, mentre il carrello del bar, a pagamento, non è riuscito a servire tutti. “Dopo tre ore di attesa molte persone erano affamate e assetate, ma non è stato fatto nulla per aiutarle”, ha riferito un viaggiatore.
Caos al desk e confusione sul rebooking
Dopo l’annuncio della cancellazione, British Airways ha inviato comunicazioni via email, con indicazioni sul volo alternativo e sull’alloggio per la notte. Tuttavia, in molti non hanno saputo come muoversi e si sono rivolti al desk informazioni, dove si è formata una lunga fila di oltre 100 persone.
Le risposte, raccontano i passeggeri, sono state evasive: “Ci dicevano solo di leggere le email o di andare in un altro punto informazioni”. La situazione ha colpito in particolare i viaggiatori più fragili: un ragazzo disabile in carrozzina, famiglie con bambini piccoli e una giovane sola e in lacrime.
Bagagli senza garanzie e mancanza di trasparenza
Alla confusione si è aggiunta l’incertezza sui bagagli imbarcati, con numerosi viaggiatori che non sapevano se e quando li avrebbero recuperati. “Molti erano nel panico per le valigie, ma nessuno era in grado di fornire risposte”, ha detto uno dei presenti.
L’episodio ha suscitato forti proteste per la gestione dell’emergenza, con accuse alla compagnia di scarsa trasparenza, mancanza di comunicazioni efficaci e totale assenza di assistenza verso i più vulnerabili. “Un ritardo può accadere, ma lasciare centinaia di persone per ore senza guida né aiuto è inaccettabile”, ha concluso uno dei passeggeri coinvolti.







