Con la fine del primo ciclo di erogazione, il rinnovo dell’Assegno di Inclusione non avviene in modo automatico. Come chiarito dall’INPS nel messaggio n. 3048 del 14 ottobre 2025, per continuare a ricevere il sostegno economico è obbligatorio intraprendere un nuovo percorso con i Servizi Sociali, aggiornare la situazione familiare e ridefinire gli impegni previsti nel Patto di Inclusione.
Chi non completa questi passaggi rischia la sospensione temporanea o definitiva del beneficio.
Come presentare la nuova domanda all’INPS
La richiesta di rinnovo dell’Assegno di Inclusione deve essere presentata online sul portale INPS, utilizzando SPID, CIE o CNS. Tuttavia, non basta inviare la domanda: è necessario anche partecipare a un colloquio obbligatorio con i Servizi Sociali, durante il quale sarà verificato o aggiornato il piano di inclusione familiare.
A questo incontro seguirà una valutazione multidimensionale, che analizza gli aspetti economici, abitativi, lavorativi e sociali del nucleo familiare. Solo al termine di questa fase, il sistema può riattivare il pagamento dell’assegno o sbloccare eventuali sospensioni.
Se il primo colloquio non basta: tempi e nuove convocazioni
Se dal primo incontro con i Servizi Sociali emergono lacune o situazioni da approfondire, è previsto un secondo ciclo di colloqui da svolgere entro 90 giorni. Questo periodo rappresenta una finestra utile per concludere l’iter necessario alla riattivazione del beneficio.
L’iniziativa può partire sia dai Servizi Sociali, tramite convocazione, sia direttamente dal cittadino che intende presentarsi spontaneamente.
Obblighi per chi è attivabile al lavoro
Per i componenti del nucleo familiare attivabili al lavoro, dopo la valutazione aggiornata si entra nella fase operativa del rinnovo. Sono richiesti due adempimenti entro 60 giorni:
- Sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale Individuale (PADI), se non già firmato;
- Firma o aggiornamento del Patto di Servizio Personalizzato (PSP) presso il Centro per l’Impiego (CPI).
Questi impegni definiscono le tappe del percorso di inserimento lavorativo, condizione fondamentale per continuare a percepire l’assegno.
Inclusione continua anche senza pagamento
Un punto cruciale segnalato dall’INPS è che il percorso di inclusione sociale e lavorativa prosegue anche in caso di sospensione o cessazione del beneficio economico. Se il cittadino ha già aggiornato il PSP, il termine di 60 giorni può essere posticipato alla successiva scadenza di 90 giorni, ma solo se è già stata effettuata la valutazione multidimensionale.
Chi intende rinnovare l’Assegno di Inclusione dopo i 18 mesi deve attivarsi prontamente, seguendo tutte le tappe previste: domanda INPS, colloqui con i Servizi Sociali, aggiornamento dei Patti, e adesione agli obblighi lavorativi. Solo così potrà evitare ritardi o blocchi nella ricezione del beneficio.







