Potrebbe presto cambiare il modo in cui il Fisco recupera i crediti non riscossi. Una recente proposta, elaborata da una commissione tecnica istituita presso il Ministero dell’Economia, suggerisce di estendere i poteri dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, consentendole di conoscere non solo l’esistenza, ma anche la consistenza dei conti correnti intestati ai contribuenti morosi.
Attualmente, in presenza di un debito, l’Agenzia può verificare se un conto esiste, ma non ha accesso al saldo. Con la nuova misura, invece, sarebbe possibile visionare l’ammontare presente sul conto corrente, facilitando l’attivazione di misure come il pignoramento.
Obiettivo: recupero tempestivo e maggiore efficacia
Nella relazione stilata dalla commissione, si sottolinea la necessità di aumentare l’efficacia della riscossione e la rapidità dell’azione di recupero. L’accesso diretto al saldo dei conti correnti permetterebbe di semplificare le procedure, agendo con maggiore precisione nei confronti di chi ha cartelle esattoriali o avvisi non saldati.
La proposta non riguarderebbe l’intera popolazione fiscale, ma solo chi ha posizioni debitorie pendenti e nessuna iniziativa in corso per regolarizzarle.
Tutela della privacy e garanzie procedurali
La possibilità di consultare l’effettiva consistenza dei conti sarebbe comunque subordinata a cautele specifiche, nel rispetto della privacy e delle procedure previste dalla legge. La misura avrebbe quindi carattere selettivo e si applicherebbe solo in casi documentati di inadempienza fiscale.
Una proposta già discussa in passato
L’ipotesi non è nuova. Una misura simile era stata valutata durante la stesura della prima legge di bilancio del governo attuale, ma era stata successivamente accantonata a causa di divergenze politiche interne. Ora il tema torna d’attualità, anche in vista della necessità di razionalizzare la gestione del magazzino fiscale.
Una montagna di debiti non riscossi
Secondo i dati ufficiali, i debiti fiscali accumulati e non riscossi dal 2000 superano i 1.272 miliardi di euro, con circa 21,8 milioni di contribuenti coinvolti. Di questi, circa 408 miliardi sono considerati inesigibili – in molti casi si tratta di soggetti deceduti, nullatenenti o imprese cessate. Resterebbero dunque circa 860 miliardi di crediti potenzialmente recuperabili, sui quali si concentra l’attenzione delle autorità fiscali.
Nel quadro delle opzioni al vaglio, si discute anche di una possibile nuova rottamazione dei debiti, come richiesto da più parti negli ultimi mesi.
La decisione spetta al governo
L’ultima parola su un eventuale ampliamento dei poteri dell’Agenzia delle Entrate spetterà al ministero dell’Economia, che valuterà se e come procedere. Nel caso, si aprirà un dibattito politico su una misura che potrebbe cambiare radicalmente i meccanismi di riscossione in Italia.







