Momenti di grande paura sulle Alpi piemontesi, dove uno scialpinista è rimasto ferito durante una traversata sul Monviso. L’uomo faceva parte di un gruppo di sette persone impegnate lungo la parete sud della montagna, quando ha riportato una ferita alla gamba a quota 2.800 metri, nel territorio di Pontechianale, in Val Varaita, vicino al confine con la Francia.
Compagni decisivi per evitare l’assideramento
L’allarme è scattato intorno alle 13 di ieri, nella zona del Vallone delle Giargiatte, nei pressi del Bivacco Bertoglio. Le condizioni meteo proibitive, tra vento forte e scarsa visibilità, hanno inizialmente impedito l’intervento dell’elisoccorso.
In attesa dei soccorsi, i compagni dell’escursionista hanno messo in pratica le tecniche di sopravvivenza in alta montagna, scavando una truna, ovvero un bivacco d’emergenza nella neve. Questo riparo improvvisato ha consentito di proteggere il ferito dal freddo intenso e dal rischio di ipotermia, sfruttando le proprietà isolanti del manto nevoso.
Recupero difficile tra neve e nebbia
Dopo diversi tentativi, un elicottero del Soccorso Alpino è riuscito a raggiungere la zona, sbarcando un tecnico specializzato e un’unità cinofila. Una volta stabilizzato l’infortunato, i soccorritori hanno avviato una complessa discesa a piedi verso valle, supportati da altri operatori dotati di toboga da soccorso.
La situazione si è sbloccata a quota 2.200 metri, quando una breve finestra di bel tempo ha permesso all’eliambulanza di effettuare il recupero. Lo scialpinista ferito è stato quindi trasportato d’urgenza in ospedale con il sospetto di frattura a una gamba.
La truna: rifugio di emergenza che può salvare la vita
La truna è un rifugio scavato nella neve utilizzato dagli alpinisti in situazioni estreme, quando non è possibile raggiungere un riparo sicuro. Grazie alla capacità isolante della neve, questo bivacco consente di creare un microclima interno più caldo rispetto all’esterno, rappresentando spesso la differenza tra la sopravvivenza e l’assideramento.







