Ancora un grave episodio di violenza contro il personale sanitario. Il 20 ottobre, a Foggia, due uomini hanno tentato di dare fuoco a un’ambulanza in servizio, cospargendola di benzina mentre era parcheggiata in uno stallo dedicato al 118 in pieno centro città.
I due — secondo i testimoni — si sarebbero avvicinati a bordo di uno scooter e avrebbero lanciato un liquido infiammabile sul mezzo. L’arrivo tempestivo di una pattuglia della Polizia di Stato ha impedito l’incendio, mettendo in fuga gli aggressori, che sono riusciti a far perdere le loro tracce. È stata immediatamente aperta un’indagine, anche per verificare un possibile collegamento con un’aggressione avvenuta pochi giorni prima.
Un possibile movente: la rabbia dei familiari dopo un decesso
L’ambulanza presa di mira risulterebbe essere la stessa che, il 17 ottobre, era intervenuta per soccorrere una donna colta da arresto cardiaco. La paziente era purtroppo deceduta nonostante le manovre di rianimazione, e l’episodio aveva già provocato un primo attacco contro il personale sanitario.
In quell’occasione, i familiari della donna avevano aggredito fisicamente i soccorritori, lanciando vasi e oggetti dalla finestra e colpendoli con calci e pugni. Nessuno degli operatori rimase gravemente ferito, ma la tensione e la minaccia alla sicurezza degli equipaggi è diventata oggetto di forte preoccupazione.
Dodicesimo caso dall’inizio dell’anno: scatta il protocollo anti-violenza
Secondo l’ASL di Foggia, si tratta del dodicesimo episodio di aggressione ai danni di operatori del 118 nel 2025, un dato allarmante che conferma la crescente esposizione dei soccorritori a rischi non solo sanitari ma anche fisici.
La Prefettura di Foggia ha attivato un protocollo speciale di sicurezza, che prevede l’utilizzo di app geolocalizzate sugli smartphone degli operatori e un maggiore coordinamento con le forze dell’ordine, per intervenire in tempo reale in caso di pericolo.







