È stata eseguita in Giappone la condanna a morte di Takahiro Shiraishi, noto come il “killer di Twitter”, responsabile del brutale omicidio di nove persone nel 2017. L’esecuzione è avvenuta questa mattina nel carcere di Tokyo, secondo quanto riportato dall’emittente pubblica NHK. Si tratta della prima esecuzione capitale dal luglio 2022 e della prima sotto l’amministrazione del primo ministro Ishiba Shigeru.
Adescava le vittime sui social: il caso che sconvolse il Giappone
La vicenda risale al 2017, quando i resti umani di otto donne e un uomo, tra i 15 e i 26 anni, furono scoperti nell’abitazione di Shiraishi a Zama, nella prefettura di Kanagawa, a sud di Tokyo. Secondo le indagini, l’uomo utilizzava Twitter per adescare giovani in crisi, promettendo aiuto o ascolto, per poi drogarli, violentare, strangolare e smembrare i loro corpi.
Durante la perquisizione furono trovati frammenti di cadaveri conservati in contenitori refrigerati, tra cui due teste umane. Un orrore che sconvolse il Paese e l’opinione pubblica internazionale.
Condanna definitiva nel 2021
Shiraishi era stato incriminato per omicidio, violenza sessuale e rapina e condannato a morte dal tribunale distrettuale di Tokyo. Il suo avvocato aveva inizialmente presentato ricorso, ma lo stesso Shiraishi decise di ritirarlo, rendendo la sentenza definitiva nel 2021.
Con la sua esecuzione, il Giappone ribadisce il ricorso alla pena di morte per i crimini più gravi, una pratica ancora in vigore nonostante le critiche di molte organizzazioni internazionali.







