Una svolta giuridica importante arriva dalla Corte Costituzionale, che con una sentenza depositata il 29 gennaio 2026 ha ridefinito i confini dell’articolo 187 del Codice della Strada, modificato nel 2024. Secondo la Consulta, non è sufficiente aver assunto droga in passato per essere sanzionati, ma è necessario che la quantità rilevata nell’organismo sia tale da poter compromettere la sicurezza stradale.
Cosa cambia con la sentenza
Il nodo principale riguarda la riforma del 2024, che aveva eliminato il riferimento allo “stato di alterazione psico-fisica”, punendo la guida “dopo l’assunzione di sostanze”, a prescindere dagli effetti sul guidatore. Questa formulazione ha sollevato dubbi di costituzionalità, poiché non distingue tra chi è effettivamente alterato e chi presenta solo tracce residue.
La Consulta ha chiarito che per poter applicare la sanzione:
- Deve esserci una quantità di sostanza rilevata nei liquidi biologici (sangue, urina)
- Tale quantità deve essere idonea ad alterare le capacità di guida in un soggetto medio, sulla base di conoscenze scientifiche attuali
- Non serve più provare un’alterazione soggettiva, ma deve esistere un pericolo potenziale concreto per la circolazione
Una norma più proporzionata e costituzionale
Con questa lettura, la Corte riporta equilibrio tra repressione e garanzie, escludendo che comportamenti non pericolosi vengano penalizzati, come nel caso di assunzioni avvenute giorni prima della guida. Il principio guida è quello di offensività, già consolidato nel diritto penale: si può punire solo ciò che rappresenta un reale rischio per la collettività.
Le implicazioni pratiche
La decisione avrà impatto su:
- Processi in corso: in molti casi sarà necessaria una perizia tossicologica per verificare l’idoneità della sostanza a compromettere la guida
- Controlli su strada: non basteranno più le semplici analisi con esito positivo, ma servirà valutare le concentrazioni rilevate
- Giurisprudenza futura: si apre una nuova fase interpretativa che coinvolgerà tribunali, forze dell’ordine e avvocati







