Una scossa di terremoto è stata registrata all’alba di oggi, 9 gennaio 2026, nel Mar Adriatico meridionale, al largo delle coste italiane e albanesi. Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il sisma ha avuto magnitudo ML 3.2 ed è stato localizzato alle ore 06:12 ad una profondità di 51 chilometri.
Area a sismicità frequente ma moderata
Il tratto meridionale dell’Adriatico è considerato una zona a sismicità moderata ma ricorrente, con eventi tellurici che si verificano spesso a grande profondità. Il responsabile principale di questa attività è la microplacca Adriatica, nota anche come Adria, un frammento della placca africana che si spinge verso nord, insinuandosi sotto la placca euroasiatica.
Dinamiche tettoniche tra Appennini e Balcani
Questo lento ma costante movimento provoca forti compressioni tra la catena degli Appennini e le Dinaridi balcaniche, con un progressivo restringimento del bacino adriatico. Le tensioni generate riattivano antiche faglie sottomarine, liberando energia sotto forma di scosse sismiche, che talvolta possono essere avvertite sia sulla costa pugliese che su quella albanese.
Monitoraggio costante dell’area
L’evento di oggi, seppur di modesta entità, conferma l’importanza di un monitoraggio continuo dell’Adriatico, un’area geologicamente complessa dove la pressione tra placche può dare origine a terremoti improvvisi, anche se raramente distruttivi.







