Sembra fantascienza, e invece è scienza pura: per la prima volta, gli scienziati del CERN sono riusciti a trasformare il piombo in oro. È accaduto all’interno del Large Hadron Collider (LHC) di Ginevra, dove le collisioni tra ioni di piombo hanno dato vita a un processo straordinario: per pochi istanti, si è creata una piccolissima quantità di oro – circa 29 picogrammi, ovvero un miliardesimo di milligrammo.
Un sogno antico, realizzato con la scienza moderna
Per secoli, gli alchimisti hanno cercato inutilmente di trasformare metalli comuni in oro. Oggi, la fisica nucleare ha dimostrato che quel sogno è teoricamente possibile. La differenza tra un atomo di piombo e uno di oro è di soli tre protoni: togliendoli dal nucleo del piombo, si ottiene effettivamente oro.
Ma farlo richiede energie estreme. I nuclei atomici sono legati dalla forza nucleare forte, la più potente in natura. Per “liberare” i tre protoni, i ricercatori del CERN hanno fatto sfiorare fasci di ioni piombo accelerati quasi alla velocità della luce, generando un campo elettromagnetico potentissimo, milioni di volte più intenso di un fulmine.
Come funziona la trasmutazione
Quando i nuclei di piombo si avvicinano, ma non si scontrano frontalmente, il loro campo genera impulsi di fotoni. Questi, colpendo il nucleo, possono espellere neutroni e protoni, dando vita a un nuovo elemento. In questo caso, il piombo è stato privato di tre protoni, diventando oro (203Au).
Durante il Run 2 dell’LHC (2015–2018), i dati raccolti dal rilevatore ALICE hanno registrato una produzione di circa 86 miliardi di nuclei d’oro, seppur instabili e brevissimi: sopravvivono appena un microsecondo, prima di disintegrarsi o schiantarsi contro le pareti del rivelatore.
Un risultato simbolico ma fondamentale
I ricercatori sottolineano che non si tratta di un modo per “fabbricare oro” su scala industriale, ma di un esperimento ad altissimo valore scientifico. Oltre alla spettacolarità del risultato, la scoperta fornisce dati preziosi per migliorare i modelli teorici sulla dissociazione elettromagnetica, fondamentali per ottimizzare le prestazioni dell’LHC e dei futuri acceleratori.
L’uomo ha finalmente trasformato il piombo in oro, ma non con l’alchimia, bensì con la scienza più avanzata. Anche se solo per una frazione di secondo e in quantità microscopiche, questa trasmutazione atomica è la prova di quanto la fisica moderna sia in grado di realizzare ciò che un tempo sembrava impossibile. Un passo avanti affascinante nel viaggio umano verso la comprensione e il controllo della materia.






