La terra è tornata a muoversi nell’area del Vesuvio. Nelle prime ore di oggi, venerdì 29 maggio 2026, i sismografi hanno registrato una scossa di terremoto magnitudo 2.0 nell’area del vulcano campano.
Il movimento tellurico è stato rilevato alle 04:30 con epicentro localizzato sul Vesuvio. Il dato più significativo riguarda la profondità del sisma, stimata a 0 chilometri, elemento che identifica un evento estremamente superficiale.
Al momento non risultano danni a persone o strutture.
Scossa molto superficiale nell’area vesuviana
I terremoti superficiali vengono generalmente percepiti in modo più netto rispetto agli eventi profondi, anche quando la magnitudo è contenuta. Nel caso della scossa registrata oggi sul Vesuvio, l’ipocentro praticamente in superficie rappresenta una caratteristica tipica della sismicità vulcanica locale.
L’evento rientra nel normale quadro di monitoraggio dell’area vesuviana, costantemente osservata dai sistemi di sorveglianza dell’INGV.
Perché il Vesuvio genera terremoti
La presenza di piccoli terremoti nell’area del Vesuvio è considerata un fenomeno fisiologico legato alla natura del complesso vulcanico. Nonostante il vulcano sia in fase di quiescenza, nel sottosuolo è presente un sistema idrotermale ancora molto attivo.
Secondo gli esperti, la circolazione di gas, vapore acqueo e fluidi caldi all’interno delle fratture della roccia vulcanica genera continue tensioni sotterranee. Quando queste pressioni si rilasciano, possono produrre micro-fratture e piccoli eventi sismici come quello registrato oggi.
Monitoraggio continuo
L’area vesuviana rappresenta uno dei sistemi vulcanici più controllati d’Europa. I centri di monitoraggio controllano costantemente terremoti, deformazioni del suolo, emissioni di gas e altri parametri geofisici per individuare eventuali variazioni significative dell’attività del vulcano.
Gli esperti sottolineano che eventi di lieve entità come quello odierno rientrano nella normale dinamica del sistema vulcanico e non indicano scenari di allarme.







