Una nuova tragedia legata alla violenza armata negli Stati Uniti: nella mattinata di lunedì 28 luglio, due persone sono state uccise e altre tre ferite in una sparatoria avvenuta all’esterno del casinò Grand Sierra Resort di Reno, nello stato del Nevada.
Secondo quanto riferito dalla polizia locale e riportato dall’Associated Press, un uomo armato è stato visto camminare nervosamente nel parcheggio per oltre 45 minuti prima di aprire il fuoco. Il bilancio provvisorio è di due vittime e tre feriti, tutti ricoverati in ospedale.
L’arresto dopo un malfunzionamento dell’arma
La situazione sarebbe potuta degenerare ulteriormente, ma secondo la Cnn, l’arma del sospetto si è inceppata, permettendo alle forze dell’ordine di intervenire rapidamente e bloccare l’uomo, poi trasferito in ospedale. La sua identità non è stata ancora rivelata.
La sparatoria è avvenuta intorno alle 7:30 del mattino (ora locale) e ha immediatamente fatto scattare l’allarme in tutta la zona, con numerosi mezzi di emergenza accorsi sul posto. La polizia ha invitato i residenti a evitare l’area per consentire le indagini.
Le reazioni: “Reno è forte, ma non immune alla violenza”
Profondo cordoglio è stato espresso dalle autorità locali. “Il mio cuore è spezzato per le vittime e le loro famiglie”, ha dichiarato il consigliere comunale Devon Reese. “Reno non è immune all’epidemia di violenza armata che colpisce il nostro Paese”.
Anche la sindaca Hillary Schieve ha ringraziato pubblicamente i soccorritori e ha espresso vicinanza allo staff e agli ospiti del Grand Sierra Resort.
Il casinò teatro della sparatoria
Il Grand Sierra Resort è uno dei punti di riferimento di Reno: il casinò più grande del nord Nevada, con quasi 2.000 camere, a pochi isolati dall’aeroporto internazionale Reno-Tahoe. Solo pochi mesi fa, l’hotel aveva ospitato un comizio dell’ex presidente Donald Trump.







