Si chiama Francis Kaufmann e non Rexal Ford, come aveva dichiarato alle autorità. L’uomo arrestato in Grecia per l’omicidio e occultamento di cadavere di una donna e della sua bambina, trovate morte il 7 giugno nel parco di Villa Pamphili a Roma, è in realtà un cittadino statunitense con documenti falsi. Lo ha accertato l’FBI, che ha informato i magistrati della procura di Roma.
Il documento d’identità che portava con sé, apparentemente valido, era stato ottenuto sei anni fa con un nome fittizio. Questo dettaglio ha aperto nuovi scenari investigativi sulle sue attività e sulla sua rete di contatti internazionali.
Un passato da regista e viaggiatore tra Roma, Malta e Airbnb
Emergono nel frattempo nuove informazioni sul conto di Kaufmann, che si sarebbe presentato come regista indipendente e avrebbe persino incontrato un produttore cinematografico a Roma per proporre un progetto da 3 milioni di euro. Chi lo ha conosciuto racconta un profilo ambiguo e pieno di contraddizioni.
Un testimone, intervistato da La Repubblica, ha vissuto con lui e con la presunta moglie a Malta, identificandoli entrambi con nomi diversi: Rexal e Stella. Secondo il racconto, la donna era un genio dell’informatica, forse coinvolta in attività hacker: “Un Robin Hood della rete”, ha detto. Lo stesso amico esclude che Kaufmann possa essere l’autore del delitto: “Forse si erano messi in giri strani”.
Proprietà, identità false e legami familiari da verificare
L’uomo sosteneva di essere figlio della rockstar Lita Ford e di avere diverse proprietà gestite tramite Airbnb. Aveva in mente di girare un film tra Roma e Firenze, a dimostrazione di un presunto coinvolgimento nel mondo artistico e cinematografico.
In un messaggio audio reso pubblico nelle ultime ore, Kaufmann diceva: “Mi ha lasciato, è tornata con l’ex fidanzato ricco. Non voleva più la bambina, non voleva essere madre. Così sono tornato a Roma solo con la bambina”.
Le indagini proseguono, mentre resta da chiarire se gli Stati Uniti chiederanno l’estradizione dell’uomo.







