Un grave episodio di cronaca nera ha sconvolto Caselle, in provincia di Torino, nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio. Un uomo di 40 anni ha ferito gravemente la madre colpendola alla testa con una pistola sparachiodi, per poi chiamare il 112 e confessare il gesto. La donna, 65 anni, è ricoverata in condizioni critiche, mentre il figlio è stato arrestato per tentato omicidio.
Aggressione nella notte a Caselle Torinese
Il fatto è avvenuto intorno alle 3 del mattino all’interno di una cascina, dove madre e figlio vivevano insieme. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe impugnato una pistola sparachiodi, strumento utilizzato generalmente in ambito agricolo, e avrebbe colpito la donna alla testa, provocandole un gravissimo trauma cranico.
Subito dopo l’aggressione, il 40enne avrebbe contattato i soccorsi dicendo: “Venite, le ho sparato, non ce la facevo più”.
I soccorsi e il ricovero in ospedale
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, che hanno avviato le manovre di rianimazione direttamente nell’abitazione. La donna è stata poi trasferita d’urgenza all’ospedale in codice rosso. Le sue condizioni restano estremamente gravi.
Insieme ai soccorritori sono arrivati anche i Carabinieri, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato i primi accertamenti.
L’arresto del figlio e le indagini
Il figlio della vittima, è stato inizialmente accompagnato in caserma e successivamente arrestato per tentato omicidio. Dopo il fermo, è stato trasferito in carcere.
Le indagini, affidate ai Carabinieri, sono tuttora in corso. Gli investigatori stanno cercando di chiarire il movente dell’aggressione, che al momento non risulta ancora definito.
Al vaglio un audio inviato prima dell’aggressione
Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti ci sarebbe anche un messaggio audio che l’uomo avrebbe inviato a un amico alcune ore prima del fatto. Nel messaggio, secondo quanto trapela, il 40enne avrebbe preannunciato l’intenzione di uccidere la madre, al termine dell’ennesimo litigio.
Questo elemento potrebbe rivelarsi decisivo per ricostruire il contesto familiare e lo stato psicologico dell’uomo nelle ore precedenti al tentato omicidio.







