Una riserva militare volontaria da 10.000 uomini, formata da ex militari già addestrati, pronta a essere richiamata in caso di guerra, emergenze o minacce alla sicurezza nazionale. È questa l’idea contenuta nella proposta di legge firmata da Antonino Minardo, deputato della Lega e presidente della Commissione Difesa della Camera, ispirata ai modelli di Israele e della Guardia Nazionale degli Stati Uniti.
Il testo sarà discusso in Commissione Difesa dall’8 luglio. L’obiettivo è chiaro: creare una forza ausiliaria regionale, sotto il controllo delle autorità militari, attivabile in tempi rapidi per presidiare il territorio e collaborare con le forze dell’ordine.
Chi farà parte della riserva e quando verrà attivata
Secondo la proposta, la riserva ausiliaria dello Stato sarà composta esclusivamente da volontari in congedo, già formati tramite servizio come VFT (Volontari in ferma triennale) o VFI (Volontari in ferma iniziale). Si tratterà quindi di personale già addestrato dalle Forze Armate italiane, reclutato su base volontaria.
La mobilitazione potrà essere disposta dal Governo in caso di guerra, crisi internazionale, o situazioni gravi che minacciano la sicurezza nazionale. I riservisti potranno essere impiegati anche in attività logistiche, di presidio del territorio o in cooperazione civile-militare, sempre previa autorizzazione delle Camere da fornire entro 48 ore dalla richiesta.
Obblighi, età e addestramento per i riservisti
Chi vorrà far parte della nuova forza militare di riserva dovrà rispettare precisi criteri:
- Età massima di 40 anni
- Condizioni psico-fisiche verificate ogni anno
- Obbligo di reperibilità e comunicazione dei cambi di domicilio
- Partecipazione a corsi di addestramento annuale di almeno due settimane per aggiornare e mantenere le competenze acquisite
Le critiche dell’opposizione: “È un progetto militarista”
La proposta ha sollevato forti perplessità tra le forze di opposizione. Stefano Graziano, deputato del Partito Democratico, ha ricordato che anche lui aveva presentato una proposta simile, ma con una finalità completamente diversa:
“La nostra riserva ausiliaria era pensata per attività di protezione civile, soccorso sanitario e supporto logistico alla Croce Rossa, non per scenari di guerra”.
Anche Angelo Bonelli di AVS ha attaccato duramente il progetto, definendolo “un piano ideologico della destra meloniana che vuole militarizzare la società civile mentre ignora le vere emergenze del Paese, come il crollo del welfare, la solitudine degli anziani e la mancanza di risorse per il volontariato”.
Riserva militare o supporto civile? Due visioni opposte
La contrapposizione tra i due modelli è netta:
- La maggioranza, con la proposta Minardo, punta a una forza militare pronta all’impiego in contesti bellici o di crisi estrema
- L’opposizione, invece, propone una riserva non armata e orientata al soccorso, integrata con Protezione Civile e Croce Rossa
Il dibattito è appena iniziato, ma il tema tocca nervi scoperti: sicurezza, difesa, libertà individuali e ruolo delle Forze Armate nella società civile. La sfida sarà coniugare preparazione e democrazia, senza perdere di vista le priorità reali del Paese.







