È una nuova forma di inquinamento acustico urbano, quella generata dai cosiddetti “sodcaster”, termine usato a Londra per indicare chi ascolta musica o video senza cuffie sui mezzi pubblici. Una piaga globale che accomuna metropoli come Londra, Roma, Dublino e Montreal, e che sempre più spesso scatena malcontento tra i passeggeri.
Londra risponde con gentilezza
Nella capitale britannica, Transport for London (TfL) ha deciso di puntare tutto sull’educazione civica. Niente sanzioni immediate, ma poster colorati, messaggi cordiali e avvisi del tipo: “Per favore, usate le cuffie. Grazie”. L’obiettivo è stimolare il buonsenso degli utenti. Tuttavia, secondo un sondaggio, ben 7 londinesi su 10 definiscono il rumore in metro “fastidioso o stressante”. E con l’arrivo del 4G e 5G nei tunnel, la situazione è destinata a peggiorare.
Le multe fino a 1.000 sterline restano previste, ma vengono considerate un ultimo rimedio. Il vero problema, però, è che spesso gli avvisi restano inascoltati, letteralmente, da chi ha gli occhi incollati allo smartphone e il volume al massimo.
Roma: regole ci sono, ma sanzioni minime
Anche a Roma i cittadini lamentano quotidianamente l’invasione sonora a bordo di metro e autobus. Dalle videochiamate a voce alta ai balletti improvvisati per i social, il disturbo sembra inarrestabile. Eppure, le regole esistono: il regolamento Atac prevede multe da 7 a 23 euro, che possono arrivare a 46 euro per artisti di strada non autorizzati.
Tuttavia, molti passeggeri ritengono le sanzioni poco dissuasive. “Multe da 200 euro, e vedrai come smettono di fare i DJ”, commenta qualcuno. Altri, più rassegnati, dicono: “Non c’è pace neanche nel tragitto dall’università a casa”.
Il pugno duro nel resto del mondo
In Canada, la musica in vivavoce può costare fino a 235 dollari canadesi. A Dublino, il fenomeno noto come “bare beating” è ufficialmente inserito nel regolamento ferroviario, con multe da 100 euro. Anche in Francia, la SNCF non tollera alcun rumore molesto: già negli anni ’80 vietava le radioline, oggi multano fino a 200 euro chi telefona in vivavoce o guarda video a tutto volume in treno.
Sodcaster, nuovo simbolo del disinteresse sociale?
Il fenomeno dei sodcaster non è solo un fastidio: è sintomo di un individualismo crescente, dove l’esperienza digitale personale invade lo spazio pubblico. E mentre alcune città scelgono il dialogo educato, altre puntano su pene esemplari per ripristinare il rispetto negli ambienti condivisi.







