Una scossa di terremoto è stata registrata alle 04:36 nel basso Tirreno, con epicentro a sud dell’isola di Stromboli, nell’arcipelago delle Eolie. Secondo i dati dell’INGV, il sisma ha avuto una magnitudo ML 3.1 e si è verificato a 258 km di profondità, un valore che rientra tra i più alti osservabili nel territorio italiano.
Il fenomeno non è stato avvertito dalla popolazione, proprio a causa della profondità dell’evento, ma è di grande rilevanza scientifica per comprendere la complessa dinamica geologica dell’area.
Un terremoto nella zona più profonda e attiva d’Italia
Il Tirreno meridionale è una delle aree più particolari del territorio nazionale dal punto di vista sismico. Qui si verificano terremoti profondi compresi tra 100 e 500 km, legati alla subduzione della litosfera del Mar Ionio sotto la Calabria e il Mar Tirreno.
Si tratta di una zona geologica molto attiva, dove la placca africana scivola sotto quella euroasiatica, generando una sismicità unica nel suo genere nel contesto italiano.
Il contesto geodinamico: cosa succede sotto la Calabria
Sotto la Calabria esiste una vera e propria zona di subduzione, eredità dell’antico oceano Tetide. Il movimento delle placche porta a uno sprofondamento della crosta terrestre, che origina scosse profonde, spesso isolate, come quella avvenuta oggi.
In passato, questa zona di subduzione si estendeva lungo tutta la catena appenninica, ma oggi è attiva solo per un tratto di circa 200 km sotto la Calabria, dove avvengono regolarmente terremoti ad alta profondità, come quello odierno.






