Il misterioso caso della madre e figlia uccise nel parco di Villa Pamphili a Roma si arricchisce di un dettaglio inquietante: la bambina potrebbe essere nata in modo clandestino a Malta, senza alcuna registrazione ufficiale. È quanto emerge dalle ultime indagini della Procura di Roma e dalla rogatoria internazionale che coinvolge Malta, Grecia, Ucraina e Russia.
La testimonianza: “Una coppia riservata, lei incinta nell’autunno 2024”
Le dichiarazioni dei residenti del quartiere Marsascala, dove Francis Kaufmann (alias Rexal Ford), 46enne californiano, ha vissuto tra il 2023 e il 2024, gettano luce su una relazione vissuta nell’ombra, priva di legami ufficiali. Una vicina racconta di aver visto la donna incinta accompagnare l’uomo in alcune occasioni, ma di non aver mai parlato con lei. La loro presenza era discreta, quasi invisibile.
Nessuna traccia nei registri: la bambina non esisteva per lo Stato
Secondo quanto appurato finora, la donna non risulta registrata né anagraficamente né nei sistemi sanitari maltesi. Si fa sempre più concreta l’ipotesi che la nascita della bambina sia avvenuta in uno studio medico privato e mai denunciata, probabilmente a causa della posizione irregolare della madre.
Un uomo in fuga e un’identità costruita a tavolino
Kaufmann, arrestato pochi giorni dopo l’omicidio in Grecia, avrebbe usato un alias per contattare agenzie immobiliari a Roma e si sospetta che abbia vissuto con la donna e la neonata in un appartamento tra Monteverde, Gianicolense o Gregorio VII. Secondo alcune fonti, la donna lavorava in nero nei locali notturni di La Valletta, ma la sua identità rimane ancora avvolta nel mistero.
Il sospetto: la coppia viveva “fuori sistema”
Tutte le prove raccolte finora portano a una vita completamente sottratta ai radar dello Stato: senza residenza, documenti o assistenza medica. Una condizione che oggi complica ulteriormente il lavoro degli inquirenti italiani, che puntano a scoprire chi fosse realmente la vittima adulta e come sia arrivata a Roma.







