Una giocata fortunata al Gratta e Vinci ha rivoluzionato la vita di un pensionato che, acquistando un biglietto della serie “Turista per Sempre” in una ricevitoria veneta, ha incassato quasi 2 milioni di euro. La formula del premio prevede una somma iniziale e un vitalizio mensile da 6.000 euro per 20 anni, garantendo così una rendita fissa per lungo tempo.
Ma l’improvviso colpo di fortuna ha avuto conseguenze impreviste in ambito familiare, generando una controversia tra padre e figlio destinata a sfociare in un’aula di tribunale.
Il figlio chiede il mantenimento dopo la vincita
Il figlio dell’uomo, quarantenne disoccupato con una laurea alle spalle, vive in un’altra regione dopo aver trascorso diversi anni nella casa di famiglia. Appresa la notizia della vincita, ha chiesto al genitore un contributo economico mensile, motivando la richiesta con la propria mancata autonomia finanziaria.
Il rapporto tra i due, già compromesso da attriti personali e familiari, si è ulteriormente deteriorato quando il padre ha dichiarato di non voler condividere nemmeno una parte della somma vinta. Ne è nato un acceso scontro, culminato nella decisione del figlio di avviare un’azione legale.
Il supporto legale e la posizione della legge
Il quarantenne si è rivolto a uno studio legale specializzato per verificare la possibilità di ottenere un assegno di mantenimento. Secondo il parere degli avvocati, la legge prevede che i figli maggiorenni non ancora economicamente indipendenti possano ricevere un contributo economico dai genitori, qualora questi godano di adeguate risorse patrimoniali.
Il codice civile stabilisce infatti che il mantenimento non cessa con la maggiore età, ma solo quando il figlio trova un’occupazione coerente con il proprio percorso di studi. Il padre, ora titolare di una rendita mensile elevata e proprietario di più immobili, è stato quindi formalmente invitato a corrispondere al figlio un assegno da circa 1.800 euro al mese.
Tentativo di accordo prima del processo
I legali hanno chiarito che, prima di arrivare davanti al giudice, si tenterà una soluzione conciliativa. In assenza di un accordo, si procederà con un giudizio ordinario. La giurisprudenza, come evidenziato dai legali, ha più volte stabilito che le vincite da giochi e lotterie rientrano nel patrimonio valutabile per l’erogazione dell’assegno di mantenimento.
Una vicenda che accende il dibattito
Il caso ha suscitato attenzione e commenti anche tra i residenti del paese in cui è stata effettuata la giocata. Molti si interrogano su quanto sia giusto che una fortuna personale improvvisa possa diventare oggetto di pretese economiche da parte di familiari adulti. Il tribunale sarà ora chiamato a stabilire se, in casi come questo, esista un obbligo giuridico al mantenimento anche in assenza di un legame affettivo o di una convivenza.






