Disagi e tensione all’aeroporto di Milano, dove oltre 100 passeggeri sono rimasti a terra per il volo diretto a Manchester. Il collegamento, previsto per la mattina di domenica 12 aprile, è partito con soli 27 passeggeri a bordo rispetto ai 148 previsti.
Alla base del problema, le lunghe code ai controlli di frontiera, aggravate dall’introduzione del nuovo sistema europeo Entry/Exit System (EES), che prevede anche controlli biometrici e tempi di verifica più lunghi.
Code di ore e passeggeri in difficoltà
Molti viaggiatori hanno denunciato attese prolungate, anche superiori alle tre ore, davanti ai controlli passaporti. Nonostante l’arrivo in aeroporto con largo anticipo, centinaia di persone sono rimaste bloccate senza riuscire a completare le procedure in tempo.
Durante l’attesa, alcuni passeggeri si sono sentiti male a causa dello stress e della stanchezza, complice la lunga permanenza in fila. Testimonianze raccolte raccontano di situazioni di forte disagio e scarsa assistenza iniziale.
Volo partito in ritardo ma con pochi passeggeri
Il volo avrebbe dovuto decollare alle 11:00, ma è partito alle 11:52, dopo un tentativo della compagnia di posticipare la partenza per consentire l’imbarco a più persone.
Tuttavia, per rispettare i limiti di servizio dell’equipaggio imposti dalle normative di sicurezza, l’aereo è stato costretto a partire comunque, lasciando a terra 121 passeggeri.
La posizione della compagnia e il nodo controlli
La compagnia ha dichiarato di aver fatto il possibile per limitare i disagi, offrendo anche trasferimenti gratuiti ai passeggeri rimasti a terra. Ha inoltre definito “inaccettabili i ritardi alle frontiere”, sottolineando come la gestione dei controlli non dipenda direttamente dalla compagnia.
Il nuovo sistema EES, entrato pienamente in funzione il 10 aprile, è gestito dalle autorità di frontiera e rappresenta un cambiamento significativo nei controlli per i viaggiatori diretti nei Paesi dell’area Schengen.







