La terra è tornata a tremare in Umbria, dove nella serata di giovedì 20 agosto è stata rilevata una scossa di terremoto nell’area di Valfabbrica, in provincia di Perugia.
Secondo i dati, il sisma ha raggiunto una magnitudo di 2.3 ed è stato localizzato a circa 7 chilometri a nord di Valfabbrica.
L’evento, di lieve intensità, si inserisce nel quadro della normale attività sismica che interessa l’Appennino centrale, una delle aree italiane sottoposte a un costante monitoraggio da parte degli esperti.
I dati del terremoto
La scossa è stata registrata alle 22:21 di giovedì 20 agosto. L’epicentro è stato individuato nel territorio situato a nord di Valfabbrica, comune dell’area compresa tra Perugia e Gubbio.
La profondità stimata è di 9 chilometri. Sebbene si tratti di un terremoto di magnitudo contenuta, la relativa vicinanza alla superficie può rendere la scossa percepibile nelle località più vicine all’epicentro.
Un evento di magnitudo 2.3, in condizioni normali, non è associato a conseguenze significative per edifici e infrastrutture.
Nessun danno segnalato
Non risultano, al momento, danni a persone o cose riconducibili alla scossa registrata nel territorio di Valfabbrica. Non sono inoltre segnalate particolari situazioni di emergenza.
I terremoti di bassa magnitudo sono fenomeni che possono verificarsi con una certa frequenza in Umbria e lungo l’Appennino, territorio caratterizzato da una complessa struttura geologica e dalla presenza di numerose faglie attive.
L’assenza di danni non esclude naturalmente la possibilità che il movimento tellurico sia stato avvertito dalla popolazione nelle zone più prossime all’epicentro.
Perché l’Umbria è una zona sismica
L’area di Valfabbrica si trova nel settore appenninico dell’Umbria, un territorio caratterizzato da una complessa struttura tettonica e dalla presenza di sistemi di faglie. I terremoti si verificano quando le forze tettoniche deformano la crosta terrestre fino a provocare lo scorrimento delle rocce lungo queste fratture, con il conseguente rilascio di energia sotto forma di onde sismiche. I centri di monitoraggio sottolineano come l’Appennino centrale sia una delle aree geologicamente e sismicamente più complesse d’Italia e come la sismicità sia strettamente legata alle strutture tettoniche della catena appenninica.
L’area di Valfabbrica sotto monitoraggio
Il territorio del Perugino e, più in generale, quello dell’Appennino umbro, è sottoposto a un’attività costante di monitoraggio sismico.
La presenza di terremoti di piccola magnitudo nell’area non permette, da sola, di prevedere l’evoluzione futura della sismicità. Ogni evento viene quindi valutato dagli esperti sulla base dei dati disponibili.
Cosa fare in caso di terremoto
Anche una scossa di lieve intensità può ricordare l’importanza di conoscere le principali regole di comportamento in caso di terremoto.
Durante il sisma è consigliabile ripararsi sotto un tavolo resistente o in prossimità di una struttura sicura, mantenendosi lontani da finestre, vetri e oggetti che potrebbero cadere. È inoltre importante non utilizzare l’ascensore.
Dopo la scossa occorre prestare attenzione a eventuali situazioni di pericolo e seguire le indicazioni fornite dalle autorità competenti.






