Un terremoto di magnitudo 6.1 ha colpito il Pacifico meridionale del Messico, con epicentro al largo dello Stato del Chiapas. Il sisma si è verificato in mare aperto con un ipocentro di 18 chilometri, in una delle aree a più elevata attività sismica del continente americano.
I dati del terremoto
La scossa è stata registrata sabato 18 luglio alle 19:26 ora italiana e ha raggiunto una magnitudo di 6.1.
L’epicentro è stato localizzato nell’Oceano Pacifico, davanti alla costa meridionale del Messico. L’ipocentro, individuato a 18 chilometri di profondità, classifica l’evento tra i terremoti superficiali, in grado di trasmettere l’energia sismica con maggiore efficacia verso la superficie.
Perché il Chiapas è una delle zone più sismiche del mondo
La costa del Chiapas si trova lungo uno dei margini tettonici più attivi del pianeta, dove la placca di Cocos scivola lentamente sotto la placca nordamericana lungo una vasta zona di subduzione.
Questo movimento, che avviene in modo continuo da milioni di anni, provoca un costante accumulo di energia nelle rocce profonde. Quando le tensioni superano la resistenza della crosta terrestre, l’energia viene rilasciata improvvisamente dando origine ai terremoti.
È proprio questa dinamica geologica a rendere il Pacifico meridionale messicano una delle aree con la più alta frequenza di eventi sismici dell’intero continente americano.
Le faglie che attraversano il Pacifico messicano
Lungo il tratto costiero interessato dal sisma, è presente una complessa rete di faglie attive, direttamente collegata ai movimenti delle placche tettoniche.
Ogni terremoto può avere caratteristiche differenti in base al tipo di faglia coinvolta, alla profondità dell’ipocentro e alla modalità con cui avviene la rottura della crosta terrestre.
Nel caso del sisma odierno, la combinazione tra magnitudo 6.1 e profondità di 18 chilometri rappresenta un evento significativo dal punto di vista sismologico, tipico delle aree di subduzione del Pacifico.
Il rischio sismico della zona
L’intera fascia costiera del Pacifico centroamericano è considerata ad alto rischio sismico.
La presenza di numerose strutture geologiche attive favorisce il verificarsi di terremoti frequenti, con epicentri spesso localizzati in mare aperto. In questi casi l’intensità degli effetti dipende da diversi fattori, tra cui:
- distanza dell’epicentro dalla costa;
- profondità del terremoto;
- magnitudo dell’evento;
- caratteristiche geologiche del territorio;
- vulnerabilità delle infrastrutture.
Gli eventi offshore possono essere avvertiti anche nelle aree costiere, sebbene la loro intensità tenda generalmente a diminuire con l’aumentare della distanza dalla sorgente sismica.
Monitoraggio costante dell’attività sismica
Il terremoto registrato al largo del Chiapas conferma ancora una volta l’elevata instabilità geologica della costa pacifica del Messico.
Gli istituti sismologici continuano a monitorare l’area per verificare l’eventuale evoluzione della sequenza sismica e raccogliere dati utili allo studio di una delle regioni tettonicamente più attive del pianeta.






