La terra torna a tremare nell’area dei Campi Flegrei, dove nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2026 è stato registrato un nuovo terremoto che ha interessato anche Napoli e diversi comuni della provincia. L’evento rilevato alle ore 00:57, ha raggiunto una magnitudo Md 2.3 ed è stato localizzato a una profondità di circa 2 chilometri.
Tra i comuni dove il terremoto è stato maggiormente avvertito figurano Pozzuoli, Bacoli, Napoli, Marano di Napoli e Villaricca. Alcune testimonianze sono arrivate anche da località più distanti della provincia.
Perché i Campi Flegrei continuano a tremare
L’intensa attività sismica dell’area è collegata alla natura vulcanica della caldera flegrea, considerata una delle più monitorate al mondo. Alla base dei continui terremoti c’è il fenomeno del bradisismo, che provoca il lento sollevamento o abbassamento del terreno a causa delle variazioni di pressione nei fluidi sotterranei.
Quando gas e vapori presenti nel sottosuolo aumentano di pressione, le rocce superficiali tendono a fratturarsi, generando terremoti spesso superficiali e quindi facilmente percepibili dalla popolazione. Le scosse registrate nell’area flegrea si originano generalmente entro i primi tre chilometri di profondità, motivo per cui anche eventi di bassa magnitudo possono essere distintamente avvertiti.
Gli esperti monitorano costantemente l’evoluzione della situazione attraverso strumenti che analizzano la deformazione del suolo, la sismicità e le emissioni delle fumarole.






