Un terremoto di magnitudo 3.7 è stato registrato alle 13:04:49 del 4 settembre 2026 nel Mare Adriatico Centrale. Secondo i dati della rete di monitoraggio sismico, l’evento è stato localizzato in mare, a una profondità di circa 10 chilometri.
Si tratta di una scossa di moderata intensità, avvenuta in un’area che presenta periodicamente eventi sismici legati ai movimenti della crosta terrestre lungo il settore adriatico.
Perché l’Adriatico è una zona sismica
Il Mare Adriatico Centrale è interessato dall’interazione tra la placca africana e quella euroasiatica, un processo geologico che genera tensioni nella crosta terrestre e può provocare terremoti di varia intensità.
La presenza di faglie attive nel fondale marino rende questa parte dell’Adriatico una delle aree monitorate con particolare attenzione dagli esperti, anche se la maggior parte degli eventi registrati risulta di bassa o moderata magnitudo.
Il terremoto è stato avvertito?
Con una magnitudo 3.7 e un epicentro localizzato in mare, la scossa potrebbe essere stata percepita solo in alcune aree costiere, soprattutto ai piani alti degli edifici o da persone particolarmente sensibili ai movimenti del terreno. L’effettiva percezione dipende da diversi fattori, tra cui distanza dall’epicentro, profondità del sisma e caratteristiche del sottosuolo.
Al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o strutture riconducibili all’evento sismico.
Monitoraggio costante dell’attività sismica
Gli strumenti della rete di monitoraggio continuano a osservare l’evoluzione dell’attività sismica nell’Adriatico, una zona che, pur non essendo tra le più attive d’Italia, registra con regolarità eventi legati alla dinamica delle placche tettoniche.
Gli esperti ricordano che terremoti di questa intensità rappresentano fenomeni relativamente frequenti e rientrano nella normale evoluzione geologica dell’area.







