È operativo il nuovo bonus giovani under 35, la misura che punta a favorire la trasformazione dei contratti precari in rapporti di lavoro stabili.
L’incentivo prevede per i datori di lavoro privati un esonero del 100% dei contributi previdenziali a loro carico, con un tetto massimo di 500 euro al mese per ciascun lavoratore e una durata complessiva fino a 24 mesi.
Le prime indicazioni operative sono state fornite dall’Inps, che ha chiarito requisiti, categorie interessate, esclusioni e modalità per presentare la richiesta.
La misura riguarda esclusivamente le stabilizzazioni di rapporti di lavoro già esistenti e non le nuove assunzioni.
Come funziona il bonus per la stabilizzazione dei giovani
L’agevolazione è destinata alle aziende che trasformano un contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato.
Le trasformazioni agevolate devono essere effettuate nel periodo compreso tra il 1° agosto 2026 e il 31 dicembre 2026 e devono riguardare rapporti di lavoro a termine iniziati entro il 30 aprile 2026.
Il rapporto deve inoltre essere stato continuativo, senza interruzioni, e avere avuto una durata complessiva non superiore a 12 mesi.
Il beneficio consiste nell’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, mentre restano esclusi i premi e i contributi versati all’Inail.
Chi può ottenere il bonus giovani under 35
L’incentivo può essere richiesto dai datori di lavoro privati.
Sono invece escluse le Pubbliche amministrazioni.
Per il lavoratore interessato devono essere rispettate alcune condizioni fondamentali:
- non aver compiuto 35 anni al momento della stabilizzazione;
- non aver mai avuto un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nel corso della propria carriera lavorativa.
L’obiettivo della misura è sostenere l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro stabile, incentivando le aziende a trasformare rapporti temporanei in occupazioni permanenti.
Quali contratti sono esclusi dall’agevolazione
Non tutti i rapporti di lavoro possono beneficiare dello sconto contributivo.
Il bonus riguarda lavoratori con qualifica di:
- operai;
- impiegati;
- quadri.
Sono esclusi invece i dirigenti.
Non rientrano nell’incentivo anche:
- lavoro domestico;
- contratti di apprendistato;
- trasformazioni di rapporti di lavoro intermittente o a chiamata.
L’esonero può invece essere riconosciuto per i contratti part-time, con una riduzione proporzionale dell’importo massimo, e per le trasformazioni a tempo indeterminato finalizzate alla somministrazione.
Requisiti per accedere all’esonero contributivo
Per ottenere il bonus, le aziende devono rispettare una serie di condizioni.
Tra i requisiti richiesti ci sono:
- regolarità contributiva;
- rispetto delle norme in materia di lavoro e sicurezza;
- applicazione dei contratti collettivi previsti;
- aumento del numero complessivo dei dipendenti rispetto alla media dei lavoratori occupati nei 12 mesi precedenti.
L’incentivo non può essere utilizzato insieme ad altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive previsti dalla normativa vigente.
Quanto vale il bonus e quanto possono risparmiare le aziende
Il valore massimo dell’agevolazione è di 500 euro al mese per ogni lavoratore stabilizzato.
Considerando la durata massima di due anni, il beneficio può arrivare fino a 12 mila euro complessivi per ciascun dipendente.
Lo sconto riguarda esclusivamente la quota di contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e non comprende gli altri obblighi contributivi previsti dalla legge.
Come presentare la domanda all’Inps
La richiesta del bonus dovrà essere effettuata esclusivamente online attraverso il sito dell’Inps.
Il modulo telematico per inviare la domanda sarà reso disponibile con una successiva comunicazione ufficiale dell’Istituto.
Le aziende interessate dovranno quindi attendere l’attivazione della procedura prima di procedere con la richiesta dell’agevolazione.
Bonus giovani, una misura per favorire il lavoro stabile
Il nuovo incentivo rappresenta uno degli strumenti pensati per aumentare le opportunità di occupazione stabile per gli under 35.
Attraverso l’abbattimento dei costi contributivi, il Governo punta a rendere più conveniente per le imprese la trasformazione dei contratti precari in rapporti a tempo indeterminato.
Per i giovani lavoratori con un contratto a termine, invece, la misura potrebbe rappresentare un’opportunità in più per ottenere una maggiore sicurezza occupazionale.







